742 LUIGI DAL P.-'INE unione, che potremmo chiamare di fatto, assunse un carattere politico dichiarato quando venne in discussione nel Consìglio Generale del- . la Lega Nazionale delle Cooperative la proposta Cabrini volta a conferire un deciso orientamento socialistico alla cooperazione. Nella decisione che ne seguì si affermava che la realizzazione dei programmi sociali è un problema di forza politica, si dichiarava che « la classe lavoratrice è la sola classe sociale integralmente interessata alla soppressione di ogni ceto intermediario fra la produzione e il consumo e alla socializzazione della gestione sociale», si ribadiva quanto già era stato riconosciuto nel 1918, cioè che solo il partito socialista italiano rappresentava le finalità della cooperazione determinate nella socializzazione dei mezzi di produzione e di scambio, si consacrava il principio di una stretta unione fra la Lega, il Partito socialista e la Confederazione Generale del Lavoro (4). Questi postulati chiariscono la diversità fra le cooperative socialistiche e quelle popolari o bianche. Le ultime erano contrarie alla socializzazione, sventolavano un generico ideale cristiano e contrapponevano alle soluzioni sociali che partivano dalle grandi aziende quelle che s'imperniavano sul frazionamento delle aziende. Ma esse tendevano a reclutare i propri soci solo fra coloro che professavano la fede cattolica. Tale legame univa le cooperative al Partito popclare e alle istituzioni di carattere confessionale. Si configurava così una particolare posizione di potere, che faceva della cooperazione bianca un appoggio finanziario per il partito e ·che, anche qui in modo simile alla cooperazione socialistica, chiedeva inte-rventi e favori da parte dello Stato e degli àh:ri enti pubblici (5). Nello stesso periodo del primo dopoguerra si accrescevano di molto i rapporti fra le cooperative e lo Stato e gli interventi di questo a favore di quelle. Il fatto non può considerarsi isolatamente, ma rientra in un orientamento generale, che indicava una trasformazione nei compiti e nelle funzioni dello Stato. Tutti chiedevano allo Stato ed in primo luogo i grandi capitalisti, che avevano già fruito di larghi aiuti statali durante la guerra. (4) R. R1cuzz1 e R. PoRcARI, La cooperazione cit., p. 19 ss. (5) R. R1cuzz1 e R. PoRCAR1, La cooperazione cit., p. 21 ss. Per la cooperazione repubblicana, importante soprattutto in Romagna. dr. a p. 33 ss.
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