LUIGI DAL PANE essenziale del ricorso ad ogni forma di cooperazione, per cui questa ricade sotto l'impero delle leggi generali dell'economia ed è, in forma. specifica, una delle dottrine della scienza economica: ciò si è più volte rilevato dimostrando, tra l'altro, che è insussistente la pretesa di alcuni scrittori, secondo i quali la cooperazione mira all'abolizione del profitto e della funzione dell'intermediario. Dal principio che la cooperazione rientra nelle leggi generali dell'economia, deriva un'altra conclusione; che essa cooperazione, per quanto storicamente abbia pure i caratteri di un fenomeno di classe, nella sua essenza è un semplice sistema di economia applicata che tende ad una migliore creazione e distribuzione della ricchezza, organizzando in imprese tipiche la produzione e la distribuzione dei beni, nonché i rapporti tra produzione e distribuzione stessa» (28). Non molto diverse da quelle del Resta sono le conclusioni di un saggio di Giovanni Lorenzoni inserito negli Studi in onore di Riccardo Dalla Volta (1936)(29). Il Lorenzoni (1873-1944) era uno stu- (28) M. REsTA, Linee cit., p. 337 ss. (29) GIOVANNLI oRENZONI, Ùl coopemzione. Chia1'ificazione d'idee e tentativo di sistemazione, in « Studi in onore di Riccardo Dalla Volta », voi. II, Torino, C. Cya, 1936, pp. 465-492. Cfr. anche A. BERTOLIKo, Giovanni Lo1'enzoni ( 1873-1944), in « Rivista di Economia Agraria», dicembre 1955; G. VALENTI, L'associazione cooperativa, in « Giornale degli Economisti», 1902, p. 435 ss.; G. MoNTEMARTINI, Ùl coope1'azione di classe, in « Giornale degli Economisti », 1903, p. 63 ss. Al Rabbeno, al Pantaleoni e al Lorenzoni si ricollega il Mariani. Tuttavia gli svolgimenti d_s.ilasua trattazione si allontanano dal campo rigorosamente economico per-sconfinare largamente in quello sociologico. Egli distingue l'associazione dàll'impresa cooperativa e trova nella prima lo scopo essenziale di conseguire un bene immediato dai cooperatori individualmente introdotto nel giudizio soggettivo del valore. La cooperativa persegue una riduzione di spese od un aumento di proventi. La cooperativa è dunque un'associazione distributiva, ma partecipa anche di alcuni caratteri dell'associazione produttiva, per cui il Mariani definisce la cooperativa: « un'associazione economica consensuale di compratori o di venditori di forza di lavoro o di altre merci che ha per iscopo di migliorare i loro prezzi di acquisto o di vendita, e che raggiunge tale scopo assumendo l'impresa già propria del loro venditore o compratore». Dal punto di vista sociologico il Mariani distingue una cooperazione primitiva dalla cooperazione attuale. Quest'ultima, operando il concentramento delle industrie oggi individualizzate e disgregate, la ricongiunzione delle due qualità oggi disgiunte di consumatore é di produttore, la fusione delle funzioni di imprenditore, di capitalista e di operaio rappresenta una fase nuova dell'evoluzione economica
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