Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LUIGI DAL PANE della ricchezza» .. Circa il preteso carattere anticapitalistico della cooperazione il Resta accetta le idee del Walker, per il quale questa non• si propone l'abolizione del capitale, sia che ci si voglia riferire propriamente al capitale, sia che ci si voglia riferire ai possessori di esso. << In definitiva il profitto emerge -dalla differenza tra costo ottenuto e prezzo al quale si è venduto, per cui tanto maggiore è la sua misura quanto più bassi si detengono i salari (che è la parte del costo pìù contrattile) e quanto più alti si spingono i prezzi di vendita. Da questo ordine costituito di cose muove l'economia cooperativa, che tende ad instaurare un ambiente nel quale non si verifichino questi speciali ed evidenti accentramenti di redditi da parte di alcuni operatori economici a scapito di altri aventi posizioni economiche iniziali meno fortunate, tutto ciò sta bene, ma il sistema cooperativo non riconosce che nel fenomeno del profitto si tratti di un'autentica appropriazione, non si oppone a1 fatto che chi abbia assunto il rischio debba prendersi il premio, tanto è vero che il profitto esiste sempre in un'impresa cooperativa ed è quello che rimane dopo aver pagato l'interesse al capitale, il salario al lavoro e dopo aver rimunerato altri fattori essenziali della produzione. Il profitto di una cooperativa viene distribuito tra i soci sotto forma di dividendo che, come dice Gide, è « profitto allo stato chimicamente puro», non solo, ma esiste anche il sopraprofitto che abbiamo detto essere il 3° elemento della rimunerazione dell'imprenditore - questo sopraprofitto risulta dalla comparazione tra il profitto della impresa cooperàtiva e quello di un'altrà impresa che abbia rimunerato r .... ugualme_nte i fattori della produzione ed abbia ottenuto m-inori quantità di prodotti e di utilità. Dunque il profitto c'è, si forma sempre in un'impresa cooperativa, e non può essere abolito, ma viene redistribuito ai soci con gli stessi criteri dell'impresa capitalistica; la funzione tipica della redistribuzione del profitto implica poi la funzione della redistribuzione -del rischio, sicché anche in una società cooperativa tanto più è il rischio sopportato, tanto più è il premio che si riceve. Onde anche nell'impresa cooperativa si rispetta il binomio rischìo-premio a cui si aggiunge il soprareddito o rimunerazione del tipo e dell'imprenditore. L'economia cooperat-iva tende, dunque, a stabilire una pluralità di soggetti dell'impresa, cioè una pluralità d'intenditori (di nome o

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