COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMIC.\ ITALIANA 735 In merito a quest'ultimo argomento il Resta fa due ipotesi per giungere alla costruzione di due modelli teorici: « a) come ipotesi di un'organizzazione economica generale di un mercato di ampiezza varia a base cooperativa; b) come un ordine di positivi e storici esperimenti di collaborazione tra cooperative di produzione e di distribuzione o più brevemente come applicazione parziale e mista del sistema cooperativo». Dopo aver analizzato il comportamento dei vari settori economici in un regime cooperativistico, il Resta così conclude: « Nel complesso l'economia cooperativa non presenta notevoli modificazioni sull'economia capitalistica, la dinamica economica risulta un po' diminuita per la diminuita audacia e rischiosità delle imprese, per il diminuito flusso di grossi redditi che stimolano gli operatori e il mercato verso fasi di grande prosperità e fiducia negli affari contrassegnati da intensa attività produttiva, come pure la mancanza nelle previsioni di profitti non produrrebbe quel periodo di incertezza che prelude al caos e ad una crisi; ne risulta una vita di azioni economiche più uniforme a cui non si sa se la psicologia degli operatori economicì più perfetti saprebbe sottostare senza trovare il modo di riprodurre i fenomeni di grande accentramento e monopolio di reddito, di plusvalenza, di soprareddito, di appropriazioni capitalistiche che contrassegnano l'attuale regime economico» (27). In ultimo il Resta esamina la teoria del profitto in rapporto alla teoria cooperativistica. Respinge la tesi che il sistema economico della cooperazione miri all'abolizione del profitto e si opponga alla funzione dell'imprenditore. In verità « l'economia cooperativa contrasta con la valutazione del profitto quale risulta essere quella dell'economia capitalistica, ma quando parla di abolizione intende riferirsi più agli operatori economici che prelevano il profitto, anzichè al profitto considerato in sé stesso come funzione di ogni processo di produzione ma che aumenti il numero delle convenzioni nazionali ed internazionali di scambi di beni e servizi tra le varie specie di società cooperative. Così si può rilevare che nessuna meraviglia è a farsi se la storia economica non segnala nessun generale, nazionale tentativo d'instaurazione di economia cooperativa, essendo il movimento cooperativo ancora in via di perfezionamento, e che sia in via di perfezionamento lo dimostra il fatto che gli esperimenti sporadici riescono solo ove lo sviluppo della cooperazione è notevole ~ (M. RESTA, Linee cit., pp. 333, 334 s.). (27) M. RESTA, Linee cit., p. 331 s.
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