722 LUIGI DAL PANE vano molte coop~rative a ferro e a fuoco. Sembrava che l'avvenire dovesse oscurarsi. Fu in quelle circostanze che Meuccio Ruini pubblicò il suo libro· Il fatto cooperativo in Italia (Bologna, Zanichelli, 1922), nel quale fece prova di difendere le cooperative e di avanzare proposte per eliminarne i difetti. << La cooperazione italiana - egli scriveva - è uno dei fatti più notevoli della nostra vita nazionale e di tutto il movimento sociale contemporaneo>>. E ancora: << I consorzi agrari, che nella loro federazione raccolgono quasi 500 enti, e distribuiscono ogni anno da mezzo miliardo ad un miliardo di merci, sono un'organizzazione, tecnicamente felice, che onora il nostro paese. E le banche popolari che al1'escire della guerra erano quasi mille, con un miliardo di depositi - ed un altro miliardo era quasi raggiunto da altre banche cooperative italiane - ben potrebbero e dovrebbero trovare nell'Istituto nazionale di credito della cooperazione un organo di coordinamento e difesa; nel loro interesse, ed imprimergli un carattere non di mera elargizione statale, ma di gestione delle risorse e delle disponibilità proprie del movimento cooperativo, e di vera « stanza di compensazione» della cooperazione italiana. Se da quest'atrio e «limbo» penetriamo più addentro nell'edificio della cooperazione nazionale, troviamo, nelle cooperative di lavoro e nelle cosiddette affittanze collettive, due manifestazioni tipicamente italiane; che non hanno riscontro così vasto in altri paesi, e costituiscono la connotazione e l'originalità del fat~o cooperativo d'Italia. Nate sovfa un argine di Po, ed aiutate audacemente da una legislazione èhe precorreva il loro cammino, le cooperative di lavoro ed edili non sono più le timide società di mano d'opera, che affittavano lo sforzo muscolare; sono diventate, in una loro élite, organismi saldi e capaci di eseguire, con magistero d'arte, le opere più difficili e più complicate. Superano ormai le seimila; e lavorano ogni anno per una cifra che va da mezzo miliardo ad un miliardo di lire. Hanno difetti; hanno abusi, specialmente ove si chiudono in un regime di monopolio civili è ormai ll11mensa, se può prosperare accanto al regime capitalista, non ha la capacità di sostituirsi ad esso. Non risulta che le cooperative siano riuscite a battere l'iniziativa individuale ,.
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