COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 719 del pari è necessario lo sviluppo del sistema del credito. Quest'ultimo, come forma la base all'ulteriore trasformazione delle imprese capitalistiche private in società capitalistiche per azioni, diviene altresì il mezzo al successivo sviluppo delle intraprese cooperative su un piede più o meno nazionale » (Marx). Tuttavia non bisogna credere che lo sviluppo naturale del sistema cooperativo conduca da sé alla sostituzione del metodo della produzione del capitalismo. Il manifesto dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori nota a questo proposito: « Per quanto notevole in principio e per quanto utile nella pratica applicazione il lavoro cooperativo, circoscritto al breve cerchio dei singoli tentativi di lavoratori isolati, è incapace di fronteggiare il crescere gerarchico del monopolio, di liberare le masse, anzi più semplicemente di diminuirne la miseria. È forse questa la ragione perchè ragionevoli lordi, ciarlatani della .filantropia borghese, e qualche coppia di avidi economisti oggi civettano con quello stesso sistema cooperativo, che essi avevano deriso e condannato come l'eresia socialista. Per liberare ìe masse lavoratrici, il sistema cooperativo deve svilupparsi su basi nazionali ed avere il sussidio di mezzi nazionali». Perciò l'Associazione Internazionale dei Lavoratori consigliava agli operai la conquista rivoluzionaria o legale del potere politico, la sola che possa permettere di utilizzare i mezzi dello Stato per allargare il sistema cooperativo e sopraffare il sistema capitalistico » (IO). Parlando dei rapporti tra cooperazione e socialismo il Labriola concludeva: « La cooperazione in quanto è una semplice associazione di lavoratori, i quali producono e consumano al di fuori del vincolo gerarchico del capitalismo, e indipendentemente da ogni principio di guadagno e di speculazione, si muove specialmente sul piano del socialismo. Ma si può dire che il suo sviluppo possa condurre alla distruzione del sistema capitalistico? Evidentemente no. La cooperazione è soprattutto una particolare forma sociale di organizzazione del lavoro e del consumo, che può tanto essere adoperata dai lavoratori, quanto dalle altre classi sociali. La piccola proprietà agricola, talvolta anche la media, l'artigianato, ecc., possono egregiamente servirsi di (ro) ARTURO LABRIOLA, Manuale di Economia Politica, 23 ediz., Nal-'oli, A. Morano, 1922, pp. 144-148.
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