LUIGI DAL PANE Il tipo della prnJuzione cooperativa è sostanzialmente diverso. Esso appare come il precursore di un nuovo sistema di organizzazione economica. La proprietà dei mezzi di lavoro e il piano della produ-= zione non appartengono più ad una persona cliversa dai lavoratori, come nella fabbrica capitalistica, né al proprietario-lavoratore, cioè ad una persona privata, come nei vari tipi della produzione fondata sul mestiere. I lavoratori cooperanti sono collettivamente proprietari dei mezzi di produzione ed attuano in comune il piano della produzione. Bensì nella fabbrica cooperativa appaiono gli ingranaggi e la gerarchia della fabbrica della grande industria, ma come risultato delle esigenze tecniche della produzione, non della diversa qualità sociale dei cooperanti. Nella cooperativa tutti sono lavoratori, a cominciare dal direttore tecnico, il quale dipende dalla volontà e dal voto dei cooperanti. L'essenziale nel tipo cooperativo non è vedere -se i risultati economici dell'azienda siano gli stessi che si avrebbero in un regime di libera concorrenza, ma se la produzione possa essere condotta secondo un piano diverso da quello gerarchie-o o autoritario della fabbrica· capitalistica. La circostanza che ha fatto tanta impressione sul Pantaleoni che il tipo cooperativo realizza valori identici a quelli della libera concorrenza, è appunto un argomento contro il regime capitalistico, perchè dimostra che la funzione del capitalista non è essenziale alla produzione. Inoltre si vorrà sempre ricordare che la libera concorrenza è il più irrealizzabile degli ideali in regime capitalistico, la verità del quale è ìnvece il monopolio ». « Le fabbriche cooperative dei lavoratori sono, entro la vecchia forma (capitalistica) la prima rottura· della vecchia forma, sebbene k dappertu_tto; naturalmente, riproducano e debbano riprodurre nella loro reale organizzazione tutti i difetti del sistema esistente (capitalistico). Ma esse eliminano nel loro interno il contrasto fra lavoro e capitale, sebbene ciò accada nella forma che i lavoratori, in quanto riuniti in associazione, sono i loro propri capitalisti, cioè a dire utilizzano i mezzi di produzione per mettere in valore il loro proprio lavoro. Essi mostrano come a un certo grado di sviluppo delle forze produttive materiali e delle forme produttive sociali ad esse corrispondenti, naturalmente si sviluppa e si forma una nuova forma di produzione. Senza il sistema della fabbrica emergente dal modo di produzione capitalistico non si potrebbe sviluppare la fabbrica cooperativa;
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