COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 71 I o si fa monopolistica essa stessa, o, privata dello stimolo della concorrenza, diviene meno redàitizia. Da ciò si deduce altresì che la cooperazione ha carattere essenzialmente storico, perchè determinata dalle speciali condizioni della economia capitalistica, così appunto chiamata dal predominio che il capitale vi ha assunto tanto a riguardo della produzione, quanto a riguardo della distribuzione della ricchezza. Supposto uno stadio più evoluto della costituzione economica, se si può ragionevolmente pensare che l'associazione debba aversi un'importanza anche maggiore che al presente, deve pur rìtenersi che la medesima vi assumerà forme ed organizzazione diverse dalle attuali. XII. La cooperazione è un istituto essenzialmente economico; essa, cioè si propone un fine economico ed opera con mezzi economici. Tuttavia non può dirsi che la cooperazione si snaturi, se a costituire il vincolo sociale concorra non soltanto un interesse economico, ma anche morale, confessionale o politico. Ciò, a cui deve guardarsi è, se nell'associazione il fine economico resta prevalente e se l'interesse morale non è veramente che un mez)zo per cementare più saldamente l'unione e quindi per poter meglio soddisfare il bisogno economico degli associati. In tal caso il carattere confessionale o politico nulla toglie al carattere cooperativo. Se invece il fine economico è subordinato al fine morale; se l'istituzione economica è esclusivamente un mezzo per meglio assicurare il trionfo di un programma religioso, sociale o politico; se l'associazione anzichè una manifestazione spontanea e facoltativa costituisce una costrizione delle coscienze e una violazione della libertà, in tal caso non si ha che una falsa cooperativa, in quanto ogni monopolio repugna all'indole della cooperazione, istituto essenzialmente liberale: ogni monopolio economico come ogni monopolio morale » (4). Il lungo discorso mena alla stessa definizione, che abbiamo già riportato, esponendo il contenuto dell'altro lavoro del Valenti. A parte le questioni d.i teoria e di storia, svolte nell'introduzione, l'opera del Valenti si divide in due parti: la prima dedicata alle forme e allo sviluppo della cooperazione rurale, la seconda alla pratica della coo- (4) GHINO VALENTI, Cooperazione rumle, Firenze, G. Barbèra, 1902, . pp. 35-42.
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