LUIGI DAL PANE L'associazione_ cooperativa quindi è un organo che adempie ad una funzione specialissima, in correlazione a quella esercitata da tutti ~li altri organi dell'attuale regime economico. La cooperazione, in altri termini, non distrugge, ma integra la libera concorrenza» (3). Il concetto fondamentale, che abbiamo tratto dal saggio del Valenti sopra citato, anima anche l'opera di lui dal titolo: Cooperazione rurale (Firenze, G. Barbèra, 1902). « L'analisi attenta dello sviluppo storico della cooperazione e delle forme diverse da essa praticamente assunte - egli scrive - rivela i principii scientifici, o leggi naturali, a cui la medesima obbedisce e che possono brevemente ridursi ai canoni seguenti: I. La cooperazione, nel modo come la si intende praticamente e nel senso che ormai le si attribuisce anche nella dottrina, appartiene ai fenomeni di distribuzione della ricchezza. Essa è una istituzione diretta a riparare, mediante l'associazione, le conseguenze di una rip.artizione del reddito, la quale, anzichè compiersi sulla base dei rispettivi sacrifici da ciascuno incontrati nella produzione dei beni economici (costo di Rìcardo ), si effettua sulla base del grado di limitazione, che essi beni presentano. Di guisa che - sia nello scambio dei servigi produttivi (distribuzione propriamente detta), sia nello scambio di circolazione (redistribuzione) - l'un permutante, sotto forma di una remunerazione eccessiva o di un prezzo cli monopolio, percepisce un vantaggio a danno dell'altro, il quale corrispondentemente riceve una .remunerazione deficie~te o un prezzo inferiore al costo. II. La cooperazione, per essere un'associazione diretta a ristabilire ·l'equilibrio distributivo, si differenzia da tutte le altre associazioni, che hanno uno scopo produttivo; sia che si tratti di società rivolte all'esercizio della grande impresa, sia che si tratti dì associazioni popolari (società di piccoli capitali e società operaie), che si propongono di rendere più efficace il concorso alla produzione delle piccole forze. Le associazioni cooperative sono più frequentemente popolari, perchè sono i piccoli, i deboli, che trovansi danneggiati nella distri- (3) Critica Sociale, 1°-16 luglio 1902, p. 220 s. Del Graziadei si vedano anche gli articoli sulla mezzadria e sul bracciantato in Romagna in Critica Sociale del 191I-I913.
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