VIII. CRITICHE AL PANTALEONI (LEONE, VALENTI, DALLA VoLTA, LoRrA, ARTURO LABRIOLÙ Il saggio del Pantaleoni fu per molti anni un punto di riferimento per le discussioni teoriche o addirittura il centro di tali discussioni. Ne esamineremo qualcuna fra le più significative. Enrico Leone (1878-1940) sostenne contro il Pantaleoni, che non c'è identità fra le leggi cooperativistiche e quelle capitalistiche. Nel campo della produzione, mentre la intrapresa capitalistica produce fino alla sua produttività estrema, la cooperativa produce secondo il fabbisogno. Per 'il Leone la cooperazione « presto o tardi finirà per divenire la più importante funzione del partito socialista, siccome quella che non contrappone più allo sfruttamento capitalista un programma avveniristico, ma un fatto concreto che è germe del rinnovamento socialista » (1). Partendo dalle premesse dell'economia edonistica, il Leone sostiene che, rimanendo sul terreno economico, non s'incontra altro stimolo ad agire che l'utile individuale, che con la cooperativa si ottiene l'appagamei:1to migliore delle attività individuali, che attraverso qu~sr:r via si ottiene la massima utilità collettiva, che è poi l'ideale del socialismo. Al saggio del Pantaleoni si riallaccia Ghino Valenti (1852-1921) nel suo studio L'associazione cooperativa (Modena, direzione dell'Archivio Giuridico, 1902). Il Valenti osserva come il Pantaleoni abbia guardato alle definizioni delle cooperative dal punto di vista negativo, cioè in quello che esse hanno di manchevole, senza affrontare nella sua pienezza la costruzione di un concetto teoricamente valido. Tut- (1) Cfr. Resistenza e cooperativismo nella rivista << Il Socialismo», 1902, n. VI; E. LEONE, Sul principio di cooperazione nei suoi rapporti col socialismo, in « Critica Sociale», 1902, pp. 209 ss., 287 s. ..
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