702 LUIGI DAL PANE divenire una scienza. La mania delle applicazioni pratiche ha indotto in gravi errori i migliori economisti. G. B. Say sente il bisogno di dare consigli ai consumatori, per di- ~toglierli dal cercare di fare a meno del mercante a dettaglio. « Anzitutto - egli dice - si è vittima della propria inesperienza, e si paga per gli errori fatti in un mestiere che non è il proprio. Si è esposti, non solo ad essere ingannati sulle qualità, ma a perdere per avarie... Si consuma talvolta una merce di cui si ha provvista un po' più che non si sarebbe fatto, se si fosse sempre atteso che il bisogno avesse obbligato ad acquistare. Non si contano gli invii di lettere, le spese accidentali ... Infine per fare questa operazione si sono trascurati affari ben altrimenti essenziali... ». La scienza economica non ha da fare simili precetti, come non ha da decidere qual'è il miglior trattamento da far subire alle vigne filosserate. Infatti, G. B. Say si è sbaglìato, e l'esperienza ha mostrato che i consumatori, associandosi potevano trarre vantaggio nell'operazione loro sconsigliata dal Say. Questo risultato, ben lungi da infirmare le teorie dell'economia politica, le conferma, perchè il successo delle società cooperative di consumo è dovuto alle cause generali messe in evidenza dalla scienza economica. Se, per la produzione, le condizioni della concorrenza diveni~ sero così imperfette, come erano e sono ancora in parte, quelle del commercio al dettaglio, le società cooperative di produzione potrebbero ottenere un successo analogo a quello avuto dalle società cooperative di consumo. Supponiamo, per esempio, un paese in cui i sindacati, sia direttamente, sia indirettamente, con l'aiuto della legge, abbiano ottenùt"'o che i salariati non devano lavorare più di quattro ore al giorno, pur ricevendo salario molto elevato. La produzione sarà allora molto ridotta e non impiegherà che un numero ristretto di operai. Questi rari privilegiati potranno nondimeno godere di sufficiente benessere, ma sotto di essi si troverà una folla tanto numerosa quanto famelica. Gli infelici di cui questa si compone saranno respinti dai sindacati, che non vogliono ammettere nuovi concorrenti; respinti dagli imprenditori, cui la legge o la tirannia diretta dei sindacati impedisce di accettare· operai, se non alle condizioni fissate; ed essi potranno non avere altra via di salvezza, che fondare delle società cooperative di produzione, se queste possono almeno in parte sfuggire alla regolamentazione che deprime la produzione.
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