Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 699 vedo perchè mi sarà vietato di studiare ciò che vi è di diverso tra la società che si divide la botte di vino e la società che esercita le acciaierie. E ciò clie vi è di diverso mi spiegherà perchè il primo genere di società ottiene spesso un prospero successo, e perchè il secondo genere fa generalmente fiasco. Ma le società cooperative non sono cosa nuova! Sotto il sole, in modo assoluto, non c'è nulla di nuovo. Bisogna accontentarsi del relativamente nuovo. Nel Belgio si coltiva la vite in stufe, per avere l'uva l'inverno. Non c'è nulla di nuovo: in Italia il sole matura direttamente l'uva, nel Belgio direttamente e indirettamente, per mezzo del carbone fossile che ci dà energia solare accumulata! Sì, ma quel relativamente nuovo ha molto valore! Il tuo studio sulle cooperative nella seconda parte va bene; nella prima è sofistico. Tu discorri lungamente per provare che, in fine, l'uva nel Belgio o in Italia è sempre maturata dal sole. Ora la quistione è evidentemente diversa. Ognuno di noi ha certi filoni, che durano più o meno. Ora tu sei nel filone delle sottigliezze. Sono sicuro che il tuo forte e debole sarà di quel genere. Dimostrerai che un pezzente è eguale a Rotschild. La gente dirà che hai ingegno, ma che difendi paradossi. È la smania della riduzione all'unità. Vuoi fare anche uno studio per provare che sano e ammalato, in fondo, è la stessa cosa?» (15). Il discorso ci rimanda ora a parlare delle idee del Pareto in materia di cooperazione. Già nel Cours d'Economie Politique egli aveva considerato le cooperative nei loro rapporti con la libera concorrenza. Egli aveva premesso l'osservazione che l'azione della libera concorrenza è piuttosto tenue nel piccolo commercio al minuto, sia per mancanza di energia, di mezzi finanziari e d'istruzione sia per cause d'altro genere. « Il commercio al minuto è la parte più imperfetta del meccanismo della produzione e della distribuzione dei prodotti: è quella in cui sono ancora da realizzare i maggiori progressi. Se tali progressi potessero estendersi alla branca più importante del commercio al minuto, quella dei generi alimentari, si otterrebbero economie e, di conseguenza, si otterrebbe un aumento generale di benessere paragonabile solo a quello che si è ottenuto con l'invenzione delle fer- (15) V. PARETO, Lette,·e cit., vol. II, p. 166 ss.

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