COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 6<)7 Se seguiti per quella via, finirai col ridurre l'economia politica a questa semplice formula: tutto = tutto. Coi tuoi principii dico che il giorno e la notte sono la stessa cosa. Infatti il sole c'è di giorno come di notte ... solo illumina parte diversa della terra (la produzione esiste quando consumo e quando produco ... solo nel 1° caso godo subito, e nel 2° principio col penare). La morte = la vita: c'è solo la differenza che prima viveva il corpo intero, ed ora vivono i vermi che lo divorano; ecc. ecc. Tu batti a ritroso la via che seguono tutte le scienze. In esse si introducono divisioni, suddivisioni ad infinito; e tu rimescoli tutto in una massa senza forma. Va bene che produzione e consumo abbiano qualche cosa di comune, ma hanno pure qualche cosa di diverso; e compito della scienza è appunto di studiare quel qualche cosa di diverso. Ti ho già fatto l'esempio seguente: sulla terra la vita senza il sole è impossibile; vuoi ridurre la zoologia, la biologia, la fisiologia, ecc. a questo solo teorema: la vita è luce, è calore? Se uno ti dice: « Vi è una differenza tra una spiga di grano e un leone (tra cooperative di consumo e di produzione)», gli risponderai: « No, la spiga vive come vive il leone, entrambi sono una trasformazione dell'energia solare (le due cooperative mirano a una produzione di ofelimità)»? Credo anche che hai torto di negare che il principio etico abbia parte nelle cooperative. Opera non solo per dare loro buoni amministratori, ma anche per dare loro soci e clienti. La fede dei cooperatori fa sì che a condizioni eguali preferiscono la loro cooperativa ad un negozio privato, ed è ciò un grande vantaggio per le cooperative» (14). Il 9 febbraio 1898 il Pareto soggiungeva: « Diventa una discussione oziosa quella di ricercare se nella scienza la sintesi ha parte eguale o no all'analisi. Torniamo al concreto. 1) Non ti impedisco di fare tutte le considerazioni generali che vuoi; di osservare che tutta la vita sociale è, in fondo, una semplice manifestazoine dell'energia solare; dico che quando studio una parte di quella manifestazione, l'interrompermi per dirmi che è un semplice caso particolare (cosa già saputa) fa perdere tempo e null'altro. (14) V. PARETO, Lettere cit., vol. II, p. 154 ss.
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