Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 695 le tiene in vita; è l'interesse individuale la forza di cui esse sono una manifestazione». La ricerca mira dunque a stabilire se vi siano differenze fra le imprese cooperative e le altre, in guisa analoga a quella che aveva fatto Enrico Barone (1859--1924) a proposito della economia collettivista confrontata con la economia di libera concorrenza (12). A questo punto crediamo opportuno aprire una parentesi. Non si deve credere che il Pantaleoni sia mosso nel suo esame critico da avversione alla cooperazione ut sic. Il passo seguente ci illumina in merito. « Che poi nelle imprese cooperative spesso stia alla direzione un individuo il quale faccia regalo parzialmente, o totalmente, dell'opera sua coll'accettare una retribuzione inferiore a quella che le sue facoltà di esimio amministratore altrove potrebbero procurargli, non può certo essere una nota caratteristica richiesta dall'idea cooperativa. L'idea cooperativa è una idea virile; è l'idea di gente che non vuole sottostare alle usure di strozzini, o che non vuole sottostare ai prezzi che piace di fare ad un sindacato di dettaglianti; è una idea di emancipazione e di ribellione, cioè ognora l'opposto dello spirito di mendicità. E che le cooperative trovino spesso occasione di avvantaggiarsi dell'opera generosa di fanatici della cooperazione è dovuto precisamente alla simpatia che suscita lo spettacolo di una azione di virile difesa». Ma questo è l'aspetto pratico del problema, non quello teorico, il solo che interessi il Pantaleoni nel saggio di cui parliamo. Le conclusioni cui il Pantaleoni arriva sono le seguenti: « Che le cooperative di produzione e di consumo sono sostanzialmente la stessa cosa; che le cooperative, quando hanno raggiunto il loro pieno sviluppo, diventano necessariamente monopolii; che la cooperazione non ha alcun principio autonomo per il riparto delle entrate nette, e che, qualunque sia il suo principio, questo agirà sui fattori di produzione in modo da ripristinare l'equilibrio economico antecedente; (12) E. BARONE, Il ministro della produzione nello Stato collettivista, in « Giornale degli Economisti», settembre-ottobre 1908. Ristampato in: E. BARO:-:E, Le opere economiche, voi. I, Bologna, Zanichelli, 1936, p. 229 ss. Sull'argomento cfr. anche G. C"-PODAGLio, Pareto e l'economia pura del collettivismo, in « Cahiers Vilfredo Pareto», 1965.

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