Nullo Baldini nella storia della cooperazione

·LUIGI DAL PANE siderare la cooperazione in antitesi alla libera concorrenza e gli contestò la legittimità ai tale atteggiamento. « Non so perchè tu opponga la cooperazione alla libera concorrenza. Se il Gide ed altri fanno ciò, hanno torto, e bisogna prendersela con loro, non colla cooperazione. Questa, a parere mio, è un modo di costituire imprese collettive, è ona varietà delle società anonime, in accomandita, ecc. È certo che vi sono molti casi in cui la libera concorrenza non opera, perchè ci sono sindacati, o c'è inerzia tra i concorrenti ,ecc. Cosa debbono fare, in tal caso, i consumatori? Difendersi, e se mancano i concorrenti individui, società anonime, ecc., creare una cooperativa. I fatti dimostrano che la cosa è molto importante. Quando la cooperativa riesce bene, è prova certa, certissima, che appunto mancava la concorrenza e che la cooperativa è utile. Tu dici che ciò potrebbe pure fare la concorrenza (sottointendi: individuale). Ottimamente, ma c'è un condizionale: potrebbe. E se non lo fa? Il mio orologio dovrebbe segnare l'ora precisa. E se non fa ciò? Lo porto da un orologiaio per accomodarlo o ne compro un altro. Insomma, a parere mio, le cooperative non si oppongono, integrano la libera concorrenza e ci procurano organismi che danno il massimo di utilità. L'opera dei cooperatori deve essere messa tra quelle che in sociologia chiamo non-logiche. Gli effetti sono buoni e le ragioni che danno non valgono niente. Così per ubbidire all'oracolo che diceva Atene potere essere solo salvata da muri di legno, gli ateniesi ripararono sulla flotta e vinsero a Salamina. Operarono egregiamente, ma per cagioni assurde. È utilissimo che· i cooperatori credano di rinnovare il mo~dt,",se no non farebbero nemmeno il poco di bene che possoe cooperative di produzione. La tua propos1z1one sui prezzi è vera per le :;cconde, non interamente vera per le prime, salvo che tu intenda parlare dei prezzi là dove ci sono i grands magazins. Le cooperative di consumo possono dare prezzi diversi da quelli della libera concorrenza nel piccolo commercio, perchè mutano quel piccolo in grande, concentrano le imprese di distribuzioni. Su ciò ho scritto lungamente nel mio Corso. Per opporsi ai sindacati produttori, hai ragione che sono organismi costosi. Bada, per altro, che spesso sono indispensabili. Per opporsi a sindacati di negozianti, non sono mica un mezzo più costoso di un altro>. Lettera del 13 dicembre 1897; cfr. V. PARETO, Lettere cit., voi. II, p. 130.

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