COOPERAZIONE E SCIENZA ECONO~iIC.\ ITALI.\NA 689 Charles Gide (1847-1932), un fautore convinto della cooperazione e di quella che egli chiamò la nouvelle école de la solidarité. Questo economista, autore, fra l'altro di un'apprezzata storia delle dottrine economiche, fu un divulgatore di larga fama, ma in lui faceva difetto quel rigore scientifico e quella chiara consapevolezza dei compiti della scienza pura, che furono fra le doti precipue dtl Pantaleoni e del Pareto. A questi il Gide appariva soprattutto come un confusionario e anche sotto certi aspetti un visionario. Nell'intimità della conversazione epistolare i giudizi fioccavano piuttosto severi (sebbene più tardi si siano attenuati). « Sono stato - scriveva il Pareto al Pantaleoni il 21 gennaio 1898- alla lezione del Gide; che roba, caro mio! Gesù Cristo, l'ideale, il giogo dei capitalisti! La cooperazione farà sì che 11capitale non riceverà più nulla, non ci sarà più rendita della terra, perchè i cooperatori compreranno ìl suolo (sic!). Alla concorrenza si sostituirà laripartizione secondo la giustizia. Il sistema di vendere al prezzo corrente ha sul sistema di vendere al prezzo di costo il vantaggio che uno riceve di più di quanto si compra! Ad un ignorante parrebbe che se compro 10 oggetti al prezzo di 5 è preciso lo stesso che se li compro al prezzo di 6, e che in fine d'anno mi restituiscono uno. Da quella bella premessa alza voli pindarici il Gide. << Un poverv padre di famiglia che ha otto figli da mantenere riceverà per otto, perchè comprerà per otto, mentre Rotschild, che non compra che per uno, riceverà solo per uno. Ecco come il «profitto» sarà distribuito: a ciascuno secondo il suo bisogno». E tu dici che quel brav'uomo sa l'economia politica? » (5). Sembra che il Pantaleoni avesse inviato al Pareto uno schema della sua conferenza (6). Il Pareto osservò che il Pantaleoni tendeva a con- (5) V. PARETO, Lettere cit., vol. II, pp. 152 s., 131, 145, 150 s., 156, 163, 1~, 177 s., 178, 180, 182, 186, 191, 212, 213 s. Inoltre pp. 219, 236, 253, 284, 373 s., 379, 381, 424 ss.; vol. III, pp. 75 ss., 126, 140, 207 ss., 222 s., 224, 227 s., 357, 379. I giudizi espressi nelle lettere sono più aspri di quelli contenuti ne I siste"!i socialisti. Cfr. anche: PAuL LAMBERT, La doctrine coopérative, BruxellesPans~ Les propagateurs de la Coopération, 1959. In questo libro si trascura il contributo dell'Italia alla dottrina della cooperazione. (6) « Distingui bene - scriveva il Pareto - tra cooperative di consumo 4-1
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