Nullo Baldini nella storia della cooperazione

688 LUIGI DAL PANE za completa, indifferenza per la materia; II. grado medio: ci occupiamo della materia, diciamo spropositi, facciamo errori, ma pensando e ragionando ci avviamo a conoscere la verità; III. grado superiore: conosciamo la verità. Riguardo alle materie economiche, il popolo italiano è al grado I. Preti, re, e signori vogliono che ci rìmanga. I socialisti lavorano per farlo salire al II grado. I liberali (se ci fossero!) potrebbero farlo salire al III. (Si può salire al III senza passare dal II? Non dico né sì né no; ci sarebbe da discorrere un giorno intero)» (3). Se noi confrontiamo la polemica liberistica e liberale del Pareto con quella marxistica del Labriola, vi troviamo molti punti di contatto. In entrambi la critica aspra e talvolta esasperata contro le classi dirigenti ed 'i loro compagni di corrente, i liberali per il Pareto, i socialisti per il Labriola; in entrambi la stessa conclusione che per gli uomini di pensiero onesti e disinteressati, l'azione politica in Italia non era possibile. « Non si può, ora, in Italia e in Francia - scriveva il Paret.o - conciliare la politica attiva colla difesa della libertà economica, salvo che questa si consideri solo come uno sport (... ). Chi è liberale deve ora, necessariamente, stare fuori della politica attiva. Non c'è nemmeno bisogno che un gatto ne abbia tre altri che lo ascoltano, può miagolare da solo» (4). La questione della cooperazione, anche dal punto di vista strettamente teorico, è legata in qualche modo nel Pantaleoni e nel Pareto alla impostazione liberistica dei loro modelli. Tuttavia nei due economisti si notapo diversità di qualche r_ilievo:nel Pareto una maggiore aderenza all~ose, nel Pantaleoni invece un gusto per l'astrazione, che sfociava· talvolta nel paradosso. Le ricerche del Pantaleoni sulla cooperazione sembrano aver preso le mosse da una conferenza che egli doveva fare a Ginevra nel 1897. Intorno alla preparazione di questa conferenza prima e poi intorno al saggio del Pantaleoni si accese un'amichevole polemica epistolare fra il Pantaleoni ed il Pareto. Sullo sfondo sembra però profilarsi un altro interlocutore, anzi un bersaglio vero e proprio: l'economista francese (3) V. PARETO, Lettere cit., vol. II, p. 136 s. (4) Lettera dell'n febbraio 1898, in V. PARETO, Lettere cit., voi. II, p. 170. Per il Labriola cfr. L. DAL PANE, Antonio Labriola. La vita e il pensiero, Roma, edizioni Roma, 1935.

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