COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 687 leoni aveva abbandonato dalla mattina alla sera la direzione della Scuola di commercio di Bari per difendere con un atto di sdegnosa fierezza la sua indipendenza e la sua libertà di scienziato (2). Ora anch'egli si preparava a prendere la via della Svizzera. In diverse circostanze i due economisti si trovarono vicini a socialisti e radicali. Nella lotta contro la corruzione politica i nomi del Pantaleoni, del Colajanni e di Antonio Labriola sono associati nell'azione per svelare i retros(ena della Banca Romana. Il Pareto scrisse nella Critica sociale ed aprì la sua casa ai preseguitati del 1898. Che dire poi della battaglia delle idee nel campo della politica italiana? Nella lotta contro il protezionismo, contro il dazio sui cereali, contro il domicilio coatto, contro gli abusi della polizia, contro le offese alla libertà, il Pareto si sentiva vicino ai socialisti italiani. Facendo la diagnosi degli avvenimenti del 1898 in uno scritto dal titolo: La liberté économique et les événements d'Italie (Losanna, 1898) il Pareto ricordava gli effetti benefici della libertà del commercio, istituita da Pietro Leopoldo, sulla Toscana. Ora - proseguiva il Pareto - è venuto il protezionismo e: con questo la miseria. Il dovere principale del governo è di rendere giustizia ad ogni cittadino. Esso non deve aiutare un piccolo numero a spogliare il grande numero dei cittadini o viceversa. Esso deve assicurare l'esecuzione dei contratti liberamente e legalmente conclusi e non deve immischiarsi negli affari privati per imporre agli operai le condizioni dei padroni o viceversa. Per la prosperità del paese è necessario che l'agricoltura, l'industria, il commercio possano svilupparsi liberamente, senza essere schiacciati dalle imposte e senza che si creino loro degli ostacoli. In una lettera del 27 dicembre 1897 scriveva al Pantaleoni: « In Italia i poveri sono oppressi, perchè non si sanno difendere, e non si sanno difendere perchè ignoranti e viventi nel timore e nel rispetto dei ricchi e del governo. I socialisti li istruiscono ed insegnano loro a scuotere tale rispetto e tale timore. L'istruzione dei socialisti non è diretta, è indiretta. Non insegnano direttamente la verità (poiehè in molte cose errano) ma fanno pensare alle quistioni economiche e sociali il popolo>>. « In una materia qualsiasi si può stabilire la seguente gradazione: I. grado infimo: ignoran- (2) L. lJAL PANE, Due lettere di Vilfredo Pareto a Tullio Martello, m « Cahiers Vilfredo Pareto», n. 5, 1965.
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