Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMièA ITALIANA Tuttavia una fusione vera e prqpria fra socialismo Politico e cooperazione anche sul piano teorico, non si ebbe mai. Quando Alessandro Schiavi nella Critica Sociale del 1912 richiamò l'attenzione sul saggio di F. Standiger L'organizzazione dei consumatori e la teoria marxista secondo cui la cooperazione di consumo sarebbe la più ovvia e vera conclusione della dottrina marxistica ( 16), la rivista ci tenne a precisare il proprio punto di vista. Se dalla cooperazione, qualunque essa sia, commentava la Critica Sociale - si possono derivare dei vantaggi anche pel socialismo (per esempio, devolvendo una parte dei profitti a mantenere la stampa, la propaganda, le molteplici istituzioni del partito), la cooperazione diventa socialista soltanto quando essa cessa di essere una azienda di affari per il vantaggio di individui e di un gruppo (cooperazione borghese) per diventare « un complesso sempre crescente e sempre meglio cooordinato di aziende, che mirino a intaccare e, via via, a surrogare il monopolio e lo sfruttamento capitalistico». Il problema - come concludeva la rivista -· deve essere ormai consìèlerato, essenzialmente, sotto questa luce (17). che, largamente sviluppata, può coordinare in sè tutte le altre fondendo in uno l'interesse del produttore e del consumatore, risponde meglio all'idealità unitaria ed armonica dell'economia socialista, di cui, per quanto è oggi possibile, offre in qualche modo, a fianco delle aziende municipalizzate e di Stato, una anticipazione; Il Congresso afferma: essere dovere del Partito socialista studiare ed aiutare - senza vincolarli a sè - gli esperimenti cooperativi dei lavoratori, e dare opera a che, in onta alle influenze corruttrici dell'ambiente capitalistico, le varie forme di cooperazione non diano luogo a speculazioni e antagonismi di gruppo e di categoria, siano aperte a tutti i lavoratori, ese~citino la produzione in forma quanto più è possibile collettiva, e si organizzino fra loro in Cooperative miste, Federazioni e Consorzi, ai quali preferibilmente deve spettare l'eventuale proprietà dei terreni, degli immobili e degli strumenti di lavoro». Cfr. Quattro ordini del giorno per il Congresso, in Critica Sociale del 16 settembre-1° ottobre 19ro, p. 298. Si vedano anche gli articoli di Alessandro Schiavi pubblicati in Critica Sociale del 1912 (p. 249) e del 1913 (p. 10). (16) Konsumgenossenschaftliche Rundschau del 20 maggio 1910. ( 17) I nuovi orizzonti socialisti della cooperazione, in Critica Sociale del 16 settembre 1912, p. 286. Si tendeva in questo periodo a porre l'accento sulla figura del consumatore. Tl;lttavia l'esperienza reggiana mostrò presto delle crepe col crollo del

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