682 LUIGI DAL PANE Un passo decisivo nell'atteggia mento dei socialisti verso la c oope- razione venne segnato dal co ngresso di O:>penaghen del 1910. « La cooperazione soci~distasalutat a nei primordi dell'Internazio nale - e, prima ancora nei periodi di q uello che fu chiamato il socia lismo uto- pistico, con le più rivoluziona rie speranze, discesa poi in u na condi- zione di abbandono e di dis pregio nella teorica e nella p ratica del proletariato socialista, ho con tinuato, ciò malgrado - commentava Critica Sociale (14) - silenziosamente l'oper a sua. Ed ora, come un grande fiume sotterraneo, che s'è formato non si sa come e arricchito via via, di mille ascosi rivoli diversi, ritorna di un tratto all'aperto, con una imponenza e una gra ndiosità di corrente, che si impone allo sguardo e allo studio, provoc a d'ogni lato discussioni into rno al suo essere e ai modi migliori di u tilizzare una così cospicua ene rgia, qual è quella che essa convoglia e racchiude nel volume enorme delle sue acque». La questione della cooperazio ne venne portata nello stesso 1910 al Congresso socialista di Mil ano. Relatori furono il Vergn anini e il Baldini. La conclusione rappr esentava un riconoscimento della fun- zione politica della cooperazio ne e tendeva a risolvere le vec chie riser- ve e diffidenze ( 15). fittanze collettive; I. Le affittanze cattoliche. II. Le affittanze socialiste. III. I due metodi (Critica Sociale , 1905, pp. 199, 231). Circa le affittanze cattoliche lo Schiavi si rifà al libro di GrnsEPPE MoL- TEN1, Gli affitti collettivi e la lor o importanza sociale, Milano 1905. (14) Critica Sociale del 16 agosto 1910, p. 254. (15) L'ordine del giorno presenta to suona così; « Ritenuto che la servitù e la miseria dei lavorator_i dipendono essenzialmente d al monopolio del capi- talismo, non solo sulla _.>roduzione, ma altresì sui se rvizi di scambio e di distribuzione, abbandònati a ll'arbitrio e al parassitismo della speculazione pri- vata; che, perciò, gli incerti e limitati vantaggi, che il proleta riato può conqui- stare, come produttore salar iato, mercè la resistenza or ganizzata, gli vengono facilmente ritolti nel campo del consumo; la qual cosa gli sarà fatale finchè esso non si sia impadronito di tutti i congegni industriali, commerciali e bancari, per organizzarli e servirsene nell'interesse gene rale; che le varie forme di coope razione - di consumo, di lavoro, di produ- zione, di credito ed agricole (affittanze collettive, ecc.) - che si vanno sponta- neamente sviluppando ad o pera dei lavoratori organizz ati, rappresentano un primo passo verso tale conq uista e un efficace mezzo di addestrare fa classe lavoratrice nella conoscenza e nel maneggio dei suddett i congegni; che, fra le varie forme accen nate, la Cooperativa di cons umo, come quella
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