COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 681 di nuovi monopoli e tirannie di classi, non meno dannosi di quelli oggi esistenti, è l'organizzazione dei lavoratori dei diversi mestieri e delle varie professioni sulla base del consumo. Solo per la complicata ed irrazionale struttura della società gli interessi dei consumatori, che dovrebbero esser la base dell'umano consorzio, sono invece abba.ndonati alla mercè della libera speculazione e dei monopolizzatori della proprietà. Basterà quindi organizzare i lavoratori sulla base del consumo ... Solamente la organizzazione delle Cooperative sulla base della solidarietà nel consumo, la cooperazione operaia - cooperazione di classe - potrà compiere efficacemente la alta missione in mezzo all'attuale disordine sociale e portare alla cooperazione sociale. Il lavoratore, essendo nel tempo stesso produttore e consumatore avrà modo di commisurare le sue esigenze di produttore con quelle di consumatore; e su questa grande base, in cui si incontrano gli interessi, sarà possibile trovare le norme sincere e la buona legge regolatrice del nuovo ordinamento cooperativo. Riassumendo, i socialisti reggiani ritengono che la cooperazione operaia - integrata dalla lotta per la conquista dei pubbliéi poteri - sia la forma d'organizzazione nel cui seno possa maturare la soluzione del problema operaio e la trasformazione del problema odierno, basato sulla speculazione privata, in cooperazione sociale. Alle condizioni però che la cooperazione si organizzi sulla base del consumo ed esercisca per conto e nell'interesse dei consumatori la produzione industriale ed agricola. I laboratori, le fabbriche, la terra, i mezzi di produzione e di trasporto, ecc., non devono essere proprietà degli operai esercenti rispettivamente quel dato mestiere, ma di tutti i soci consumatori. Non dunque: la terra ai contadìni, le ferrovie ai ferrovieri, ecc., ma la terra e i mezzi di produzione ai consumatori>> (13}. ( 13) Il Ruini si è occupato della cooperazione in altri articoli. Si veda, ad esempio, l'articolo intitolato: Le affittanze collettive (Critica Sociale, 16 maggio 1908), nel guale si parla dell'opera di Nullo Baldini e si mette in evidenza l'originalità dell'esperienza italiana in materia di affittanze collettive. Nell'articolo LA politica dei consumatori ( Critica Sociale, 12 giugno 1908), si pone l'accento sulla figura del consumatore e sull'importanza di questo per le decisioni di politica economica. Per le affittanze collettive secondo gli scrittori di Critica Sociale dr. ALESSANDRO Scttuv1, Una nuova affermazione del movimento contadino: Le af-
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