Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SClENZA ECONOMICA ITALIANA 679 riguarda la piccola e media industria, senza pot er elevarsi mai all'industria nelle maggiori proporzioni. Perchè non deve esser possibile superare il cerchio delle difficoltà fino ad oggi incontrate ed imprimere alla co operazione proporzioni grandiose, in modo che armonizzi e fonda i nsieme la gestione di tutti i rami della produzione e del consumo in una g rande azienda sociale, la quale possa liberarsi completamente, da qualsiasi tributo verso la speculazione ed il monopolio privato? Ecco il nocciolo della cooperativa integrale. I reggiani che sono poi i più grandi cooperatori fra i socialisti, sono anche i più pronti a riconoscere i difetti c he si rivelano in seno alle diverse forme di Cooperative, e specialmen te fra quelle di produzione e lavoro. Sono precisamente gli stessi difetti pei quali, anni sono, il socialismo (con Turati alla testa) eleva va dubbi sul cooperativismo o lo vedeva, per certi lati, ostacolare il principio della solidarietà umana. Nel vigoroso sviluppo della cooperazione di produzione e lavoro, si può rilevare nelle Cooperative una perti nace tendenza a chiudersi sempre più in una azione autonoma ed i ndipendente, ad assumere sempre più caratteri speciali che differenzi ano tra loro, in modo da costituire gruppi di speciali interessi, catego rie di energie e caste diverse di lavoratori. Se la cooperazione, industrializzandosi e gen eralizzandosi dovesse conservare gli attuali caratteri professionali , ci porterebbe indubbiamente non alla socializzazione della terra e dei mezzi di produzione, ma ad un ordinamento sociale basato su l conflitto degli interessi di professione. All'attuale liberismo borgh ese si sostituirebbe il monopolio sindacale. Nella cooperazione odiern a è latente una tendenza corporativista ed antisocialista, che fa pr evedere ordini diversi di lavoratori: aristocrazie, strati intermedi, ed in.fimi. La lotta ed il contrasto fra i vad interessi sind acali si rivela sul terreno pratico, a Reggio, in modo indubitabile; e, se la propaganda e lo spirito di partito smussa e comprime gli attriti , non cancella il fatto innegabile. I dirigenti il moto cercano in ogni maniera, con voti di· Congressi, prescrizioni statutarie, deliberazioni d'assemblea, ecc., di vincere le minacce di tralignamento e por argine agli impulsi egoistici di casta, per far trionfare il concetto di solidarietà operaia. A

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