PROFILO DI NULLO BALDINI 57 esperienza e cultura, non era all'altezza del compito da esplicare « in questo ambiente romagnolo, dove la esistenza di un vigoroso partito repubblicano richiede una fermezza di metodi e di carattere, una profondità di vedute quali il Vacirca assolutamente non possiede». Zirardini affermò che il Vacirca era « insufficiente all'arduo còmpito di Segretario e d1 Direttore». « In un paese come il nostro», disse, « dove il partito socialista deve esercitare la sua azione in mezzo ai vari partiti politici numerosi ed agguerriti e dove il partito repubblicano che è composto in maggioranza di operai, prevale, s'impone una politica ferma ed avveduta, senza impulsività ed attacchi che nulla giustificano e che non recano alcuna utilità alla vita e allo sviluppo del nostro partito ... 'È poi certo che noi ci troviamo in un paese ammalato di idealismo mazziniano, malattia che bisogna curare con metodi adeguati, e non nel solo comune di Ravenna; in conseguenza della tattica elettorale ed amministrativa sanzionata dai Congressi precedenti, nelle pubbliche amministrazioni i migliori fra i nostri compagni devono inevitabilmente avere contatti coi repubblicani, come gli operai socialisti ne debbono avere cogli operai repubblicani nelle organizzazioni di classe della Camera del lavoro. Il che diviene tanto più necessario di fronte al progetto che è già in buona via di attuazione delle affittanze collettive delle terre comunali ». Nonostante questi interventi, le dimissioni del Vacirca vennero respinte (5). La Direzione federale (ne facevano parte anche Zirardini e Caletti), preso atto dei risultati, presentò le dimissioni. Nullo, assente, telegrafò le sue dimissioni dalla Sardegna (6). Ci siamo soffermati sull'episodio, perchè i ,discorsi di Caletti e di Zirardini, con la loro posizione, bene esprimevano anche quella di Nullo: tattica affinistica tesa ad assorbire la parte operaia del partito repubblicano, affittanze collettive, ecc. Ma la base reagiva a questo: si ebbero, infatti, scioperi e agitazioni agrarie nel territorio ravennate per (5) « La Parola dei Socialisti », 9 giugno 1906, Congresso Socialista Provinciale. 3 giugno 1906. Le dimissioni di Vacirca respinte. (6) << La Parola dei Socialisti», 16 giugno 1906, Dopo il Congresso. Le dimissioni della Direzione.
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