Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LUIGI DAL PANE follia impegnare le forze e i denari del partito nelle imprese corporative (9). Mentre i pionieri della cooperazione procedevano innanzi nella loro opera creativa, gravi perplessità sussistevano dunque nel campo dottrinale. Del resto lo stesso Marx era passato da un atteggiamento di diffidenza ad un giudizio più positivo specie nei confronti delle cooperative di produzione, in quanto queste attaccano alle sue radici l'attuale mondo borghese. Antonio Labriola, che fu certo il primo grande teorico del marxismo in Italia considerava la cooperazione come uno dei tanti mezzi che la democrazia borghese metteva in opera per imbrigliare lo sviluppo della coscienza socialista nelle masse lavoraratrjci, in quanto attraverso le concessioni di lavori pubblici filtrava in essa il veleno delle concessioni governative (ro). Parlando della situazione italiana nel 1891 egli lamentava che le società di mutuo soccorso e le cooperative fossero dominate dalle clientele e dai signorotti locali o sussidiate o in mille modi vincolate a prefetti e ministeri. « Codesta industria delle cooperative - soggiungeva - è fiorente specialmente in Romagna e nell'Emilia, dove molti ci vivono sopra, da mezzani, raccomandatori, contabili e segretari. A codesta industria ora s'è dato il Costa, che corre continuamente da prefetti e da ministri, e senza di cotesta industria egli non tornerebbe mai più deputato d'Imola, ora specialmente che fu abolito lo scrutinio di lista. Senza di questa industria non sarebbero alla Camera l'Agnini e il Maffei~ famosi raccomandatori di faccende operaie, e il secondo spe-. cialmente che fondò in Roma il M 01J1-ento coi sussidii della Banca Romana, e poi è fallito lasciando in asso tipografo e redattori» (u). Tuttavi~ l'espandersi delle esperienze cooperative in Italia provocava, tratto a tratto, nuove riflessioni. Così è, ad esempio, delle . . espenenze reggiane. In una serie di articoli pubblicati nella Critica sociale del 1907 Meuccio Ruini (nato a Reggio Emilia nel 1877) esaminò i risultati delle esperienze di Reggio Emilia in materia di lotte e di istituzioni del la- (9) Critica Sociale, 1 agosto 1897, 16 agosto 1897, 1 settembre 1897. (10) ERNESTO RAGIONIERI, Socialdemocrazia tedesca e socialisti italiani 1875-1895, Milano, Feltrinelli 1961, pp. 234, 237, 245, 269. (11) La corrispondenza di Marx e Engels con italiani 1848-1895. A cura di GmsEPPE DEL Bo, Milano, Feltrinelli, 1964, p. 401.

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