Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SCIENZA ECONO:\i:ICA ITALIANA 675 Dalla possibilità e dall'impossibilità di farlo, dal pro e dal contro delle Cooperative come mezzo, si è sconfinato aì pro ed al contro delle stesse riguardate nella loro varietà, ossia, nella loro soggettiva classificazione. Eppure, allora ed oggi, durante un vario e tenace schermeggiare di polemisti, nell'accostarsi, respingersi e frammischiarsi di opinioni e proposte, a nessuno è venuto in mente d'approfondire l'intima natura economica delle Cooperative nel complesso dinamico della costituzione capitalistica e farne scaturire, per positiva illazione, l'atteggiamento del partito socialista di fronte ad esse. Perciò, a me pare, che il fulcro del dibattito sia spostato; i cooperati visti di qualunque colore, ma in buona fede, prima di tentare la costruzione del loro superbo edificio col materiale delle utilità sociali della cooperazione, dovevano addentrare lo specillo in queste ed assicurare a quello un saldo e granitico fondamento nelia realtà delle cose». Il problema dell'indagine analitica viene così posto. Le applicazioni che l'autore fa dello strumento teorico lo portano a conclusioni negative dal punto di vista socialistico. « Riassumendo - egli scrive - non è l'eliminazione degli intermediari, pretesa magica, ma la loro sostituzione che realizza il cooperativismo di consumo; questo non può togliere nell'ordinamento capitalistico il bisogno della circolazione delle merci pel fitto strato dei capitalisti intermediari improduttivi, non elimina la parte dei profitti che loro viene dalla redistribuzione; ma solo fa passare i capitali commerciali ad enti cooperativi e ne redistribuisce i profitti nelle caste dei consumatori. Queste caste non solo non sono la classe lavoratrice, ma da questa si evolvono e ad essa contappongonsi, così per tendenza di interessi, come e più per la coperta e più volte ripetuta funzione di cui sono gli inevitabili motori; funzione che, col capovolgere ed invertire il binomio progressionale: concentramento capitalistico ed elevazione dei salari, ribadisce l'economia capitalistica e, perciò, ripugna assolutamente con la base rivoluzionaria del partito socialista». A questo punto intervenne nella polemica Claudio Treves, il quale sosteneva che le Cooperative dovevano diventare degli enti finanziatori del partito socialista e per tal motivo dovevano essere sostenute da questo (8). Non era d'accordo il Turati, che riteneva una (8) Critica Sociale, 1 luglio 1897.

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