COOPERAZIONE E SCIEKZA ECO ·muc.\ ITALI.\N.\ 6;J rispettive industrie in quel tempo, né vistoso capitale né complica~a amministrazione. Una sola si salvò, quella <legli occhiali: ma diventò, come rammenta ii Lafargue, una semplice società in nome collettivo per lo sfruttamento del lavoro. Quei 25 cooperatori arruolarono un centinaio e più di salariati, comportandosi con essi come qualsivoglia altro imprenditore. E questo è il destino, in generale, delle cooperative di lavoro. O il fallimento a breve scadenza o la loro degenerazione in società capitaliste. Quanto alle famose sovvenzioni dello Stato che Lassalle invocava, esse si attenderanno ancora per un pezzo; presupponendo esse una condizione non facile nè prossima ad avverarsi: che lo stato borghese, una bella mattina d'estate si decida al proprio suicidio. La causa della cooperazione operaia sul terreno economico è dunque definitivamente giudicata. Abbandonata dai sinceri amici del proletariato, essa è raccolta, com'è giusto, dai suoi turlupinatori sistematici: è divenuta il retaggio dei socialistoidi e dei dem~Kratico sociali; innocuo gingillo o, peggio, strumento di reazione e d'inganno. Ma se, abbandonata sul versante economico, la cooperazione precipita alla morte o al tralignamento, non v'è egli un altro versante ch'essa possa salire? Non v'è egli il versante politico? L'esempio eloquente del movimento socialista nel Belgio ci avverte che da questo lato la questione è sempre aperta: se pur non la si voglia dire - entro date condizioni - risolta in senso positivo. Nel Belgio, infatti, i primi tentativi di cooperazione produttiva_, sul terreno puramente economico, ebbero quel successo mediocre che avevano altrove: io ebbero mediocre sebbene fatti, si noti, da socialisti; ma erano socialisti penetrati dal criterio, che domina ancor oggi in Italia i fondatori delle nostre camere di lavoro: che la politica, cioè debba essere esclusa rigorosamente. Ben altro fu lo spirito animatore del Vooruit di Gand, cui tennero dietro la Maison du Peuple di Bruxelles e tutte le altre istituzioni similari che fioriscono in Belgio: esso fu uno spirito essenzialmente politico, lo spirito grande e sincero della lotta di classe. La borghesia, che aveva carezzati gli innocui tentativi di cooperazione economica, mutò subito contegno quando i suoi chimici scovarono il lievito politico nel pane distribuito dai panettieri fiamminghi. Mentre da un lato pronosticava il fallimento sicuro della « folle impresa», dall'altro si affrettava a com43
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