LUIGI DAL PANE tura i capitalisti, ossia trovarsi già in piena rivoluzione socialista - le Cooperative operaie, nell'ambiente del capitalismo, la cui molla è la concorrenza accanita e senza scrupoli, si trovano ad ogni passo.d el loro cammino, nelle condizioni di lotta più sfavorevoli. Basta pensa re all'impossibilità, in cui versano per la loro indole stessa, di sbara zrarsi liberamente della mano d'opera a seconda delle esigenze d el mercato, di trattare gli operai - ossia se stesse - come carne da sfr uttamento, perchè la loro inferiorità salti all'occhio. Inferiorità, s' intende, che consiste nell'inettitudine di un organismo moralmente superiore ad adattarsi all'ambiente moralmente abbietto del capìtalismo. Così un galantuomo non può vivere e prosperare nella selva dei masnadieri. Al che si aggiunga che non appena una qualsiasi forma di cooperazione di lavoro si sviluppa sul serio, ossia diventa minaccio sa, ecco tosto la lega padronale a mozzarle il credito e a boicottarne lo smercio. Ond'è che, nella società attuale, la cooperazione può solo in tanto attecchire, in quanto o sia etichetta che dissimula interessi capita listici, o altrimenti giovi a quel capitalismo che dovrebbe debellare e sostituire. Giova un certo limitato sviluppo di cooperative ad a limentare l'illusione che un beninteso self help possa redimere l'operaio senza lotta di classe vera e propria: e giova anche a deviare ed assorbire quelle attività degli operai più moralmente vigorosi c he altrimenti si volgerebbero alla propaganda socialista. D'altro can to il fallimento immancabile di quelle cooperative, che tentino allarga re un tanti.no le ali oltre il modulo prescritto, fornisce un meraviglio so argomento agli scudieri della borghesia per indurne la prova spe rimentale dell:issurdità, dell'impossibilità pratica del collettivismo. No n è infatti, é non lo dicevamo or ora noi stessi, la cooperazione un'immagine anticipata ed in piccolo della societa socialista? Ben vero c he codeste due affermazioni - la possibilità della cooperazione e la s ua impossibililà - fanno qualche poco ai pugni fra loro e si cacciano di nido a vicenda: ma la borghesia non si sgomenta della contraddizi one; essa le adopera alternativamente, or l'una or l'altra a seconda d ei casi, e si guarda bene dall'accoppiarle in un solo contesto. Delle 45 cooperative sovvenzionate dal governo francese nel 1849, 44 - tutte meno una - precipitarono nella bancarotta. Ed erano, si noti, cooperative artigiane, cui non occorreva, per lo sviluppo de lle
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