COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 67 I zione si annida veramente una tendenza contraria ai puri pnnc1p1 socialisti» (4). Una corrente intermedia sosteneva che la cooperazione doveva essere un mezzo utile per la resistenza e ciò poteva avvenire solo quando lo spirito di resistenza e la coscienza di classe fossero già sviluppati e maturi. Nel 1895 Filippo Turati (1857-1932), prese posizione sul problema della cooperazione. Richiamato il pensiero di quelli che credevano di poter risolvere, attraverso la cooperazione, gradatamente e pacificamente il conflitto sociale, il Turati prosegue: « Non è da meravigliare che perfino dei socialisti - nel tempo che prevaleva la corrente utopistica - inclinassero a questa veduta. Non è esso, l'assetto socialista, quale tutti ce lo figuriamo, una grande cooperativa nazionale, di produzione insieme e di consumo, risultante a sua volta di una federazione di Cooperative comunali e locali? Di qui, i tentativi fatti dal governo francese nel 1849, che pose tre milioni di franchi a disposizione di 45 corporazioni operaie per l'organizzazione cooperativa del lavoro; di qui ancora, parecchi anni dopo, l'utopia di Lassalle, che voleva le Cooperative fortemente sovvenzionate dallo Stato; utopia cui lo stesso Bismarck si vuole prestasse per un momento benevolo orecchio. Senonchè, studi più profondi e, meglio degli studi, l'insuccesso delle cooperative mano mano fondate, persuasero bentosto dell'inanità di tali tentativi. È ben vero che la società futura sarà una grande cooperativa, e tanto più prospera poichè eviterà l'immane sperpero di forze che nasce oggi dalla concorrenza, né oziosi azionisti preleveranno dividendi sul lavoro altrui. Ma appunto perchè tale dovrà essere la società futura, appunto perciò nulla di simile può essere nella società presente. A parte la difficoltà pressochè insuperabile per dei semplici lavoratori di procurarsi il formidabile capitale d'impianto e di circolazione ormai necessario a quasi tutte le industrie ---=- difficoltà che si risolve in impossibilità assoluta ove si pensi, com'è nel concetto dei cooperativisti riformatori, al generalizzarsi di cotali imprese, perchè allora procurar loro il capitale vorrebbe dire espropriare addirit- (4) Critica Sociale, 16 novembre 1893. Si veda anche il numero del-16 dicembre 1893.
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