COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 669 Dopo tutto, un tal movimento non ostacola la propaganda per la resistenza. E questo precisamente per la ragione che nelle cooperative di braccianti entrano in massima parte i contadini disobbligati o avventizi, laddove la organizzazione di resistenza trova il suo terreno adatto tra li obbligati, ovvero tra quelli che hanno una occupazione relativamente stabile. Da ultimo, posto che coteste cooperative si vengono costituendo con una certa spontaneità, giova che gli elementi socialistici prendano in esse la maggior possibile influenza all'intento di tener vivo e stretto il legame tra esse e il movimento d'insieme della massa proletaria». Prendendo lo spunto da un opuscolo di Giuseppe Garibotti, il Bissolati espone le sue ricerche sulla colonizzazione dell'Agro romano e passa quindi a trattare la spinosa questione degli aiuti statali alle cooperative. Poca .fiducia egli mostra negli aiuti dello Stato come in quelli del capitale privato. Vorrebbe imperniare le cooperative sui risparmi degli operai. « Se la cooperazione non riuscirà a trarre le sue forze dal seno stesso della massa lavoratrice, potrà deporre ogni speranza di cavarle da altrove. Se pure le venissero aiuti da altra parte, essa crescerebbe con un peccato d'origine che la trasformerebbe, presto o tardi in strumento di interessi che non sono quelli del proletariato ». Nel 1893, dopo il congresso socialista di Reggio Emilia, la Critica Sociale, pubblicando un articolo di Giuseppe Garibotti su La cooperazione al congresso di Reggio Emilia (3), poneva la questione: « Quale atteggiamento devono prendere i socialisti italiani di fronte al movimento cooperativo, o piuttosto di fronte a quel movimento cooperativo che per qualche punto si connette alla loro propaganda e alla loro azìone? » « Poichè - soggiungeva la rivista - è evidente che non è delle cooperative di speculazione, e neppure di quelle altre che sono semplicemente imprese industriali spallate, che noi ci possiamo occupare. Ma vi sono cooperative in Italia colle quali molti ed intelligenti socialisti fanno a gran .fidanza. Citiamo le cooperative di braccianti dell'Emilia e del Ferrarese. Sono esse un semplice mezzo di raccogliere e disciplinare aderenti? uno strumento destinato ad in- (3) Critica Sociale, 16 ottobre J 893.
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