Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LUIGI DAL P,\NE importa, che coloro che attingono al credito siano quelli stessi che lo fornìscono e gùarentiscono. t naturale perciò, anzi è necessario eh.e i piccoli banchi cooperativi ricerchino il più alto grado di guarentigie nella moralità. Or niuno nega che non abbia un certo valore l'onestà naturale derivante dalla legge primitiva impressa da Dio nella coscienza; ma pochi vorranno d'altronde disconoscere quanto questa vacilli e venga meno sotto il quotidiano pungolo delle debolezze, delle passioni e delle necessità umane; o quanto la ~assodi ed avvalori la morale positiva della religione rivelata e quella precisamente cristiana e cattolica, che sola mantiene con la sua severità e con le sue sanzioni in tutta la sua efficacia codesta virtù preservatrice. L'assumere pertanto cotale titolo da parte delle stesse casse rurali e avvantaggiarsi di questo carattere cattolico della sua clientela appena le circostanze di fatto lo consentano, ncn rientra nel fine stesso economico del credito, quello cioè di distribuirne i benefici materiali con le più elevate e rigorose guarentigie?>>. -Entro questa cornice si inquadrano le pagine dedicate dal Toniolo alla cooperazione nel suo Trattato di economia sociale. Il Toniolo (1845-1918) era stato allievo del Messedaglia a Padova, aveva collaborato alla prima serie del Giornale degli economisti e proveniva dalla cosiddetta scuola lombardo-veneta (27). Nel Trattato non troviamo alcun tentativo di analisi teorica circa la cooperazione, ma solo qualche cenno descrittivo. Sopra due proposizioni merita di soffermarsi· un momento. Il Toniolo vuole che sia agevolata l' acquisizione legittima e l'impiego utile del capitale da parte delle classi lavoratrici o:in><generalesia favorita una più diretta loro partecipazione ai vantaggi di questo, sì da ricondurre l'equilibri'o fra la condizione delle classi inferiori e superiori. Vuole altresì che le classi sociali siano ricongiunte attraverso i rapporti economici in un più stretto vincolo morale. I mezzi interiori sono lo spirito di sacrificio, di giustizia e di carità; i mezzi esteriori, cioè i provvedimenti con cui tradurre in atto quelle virtù intrinseche, sono la cooperazione, il patronato industriale, la legislazione. La natura dell'istituto limita, tuttavia, secondo il Toniolo, la portata di applicazione della cooperazione. Tutte ( 27) Il Ferrara nell'articolo già citato la anno\·era fra gli allievi della nuova scuola.

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