COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 663 che li dirigevano. Si volevano sottrarre gli operai all'influenza dei liberali e dei socialisti (24). In questa prospettiva, che non comprometteva il papato se non per le corporazioni, ma che lasciava aperta la strada alle iniziative dei cattolici, si inseriscono le attività sociali di questi per la costituzione di cooperative. Il movimento, prima frammentario e inorganico, viene in seguito, dopo il 1890, incanalato decisamente a far concorrenza alle cooperative liberali e socialistiche. Si profila così la precisa volontà di assoggettare le cooperative alla direzione cattolica, specie in campagna e attraverso le casse rurali (25). Di questa precisa volontà si rese interprete Giuseppe Toniolo in un articolo dal titolo: Per la storia del movimento cooperativo. Criteri e documenti (26), che è del 1895. Osservava il Toniolo che nella seconda metà del secolo XIX si stava verificando un fatto importante: il trapasso decisivo e rapido di una buona parte dei congegni cooperativi al movimento cattolico sociale; nel seno del quale quelli sembrano affrettarsi a ricercare salute e rigenerazione. Le istituzioni economiche, secondo il Toniolo, devono proporsi altri fini remoti, oltre quello strettamente utilitario. Non basta l'onestà naturale, ma occorrono anche i fondamenti dell'etica positiva religiosa. « I congegni cooperativi, in ispecie quelli di credito, si erigono sulla fiducia, e quindi massimamente sulla onestà personale. E ciò tanto più, quando sono difettive le garanzie reali come nel credito popolare, e in modo più decisivo ancora laddove la mutualità (che è tutt'uno con la cooperazJione) (24) Cfr. l'articolo della Civiltà cattolica citato sopra. Per trovare un netto distacco da questa posizione coll'appello a tutti gli uomini di buona volontà bisogna riferirsi all'Enciclica Mater et Magistra di Giovanni XXIII. Cfr. L. DAL PANE, Riflessioni e pensieri sull'Enciclica « Mater et Magistra >, in << Giornale degli Economisti e Annali di Economia », luglio-agosto 1962. (25) Cfr. G. CANDELORo, Il movimento cattolico cit., p. 250 ss.; G. SPADOLINI, L'opposizione cattolica da Porta Pia al '98, Firenze, Vallecchi, 1961; P. SCOPPOLA, Dal Neoguelfismo alla Democrazia Cristiana, Roma, Studium, 1963; F. MAGRI, La Democrazia Cristiana in Italia, Milano, La Fiaccola, 19541955; A. GAMBASIN, Il movimento sociale cit., p. 122 ss.; G. DE RosA, Storia del movimento cattolico in Italia. Dalla restaurazione ali'età giolittiana, Bari, Laterza, 1966. (26) « Rivista Internazionale di Scienze Sociali e Discipline ausiliarie >, settembre 1895 (A. III, voi. IX, fase. XXXIII), pp. 3-27. Per i termini della polemica cfr. anche: G. CAVALIERI, Socialismo cristiano e cooperazione, in « Credito e cooperazione», 1-16 maggio 1,894, pp. 75-77.
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