Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 661 economi, laboriosi, possono, senza dubbio, intendersi tra loro, dopo avere riuniti alcuni risparmi, per costituire una piccola casa d'industria o di commercio. Se essi hanno molto giudizio, perseveranza e disciplina, se essi sanno scegliere un buon gerente, ben rimunerarlo e seguire con docilità la sua direzione, se parimenti si contentano di salari ristretti e addicono tutto il di più de' loro guadagni all'accrescimento del capitale, essi possono col tempo riuscire, massime nella piccola industria. Nondimeno è molto difficile a queste associazioni di giungere a un buon successo durevole. Ciò che le fà cedere, è d'ordinario la gelosia, la mancanza di disciplina, la difficoltà di trovare un buon direttore, ed anche (ma questo è il meno) la mancanza di capitalé. Quelle società cooperative di produzione che riuscirono, hanno effettuata presso loro una gran concentrazione del potere di direzione; esse hanno a poco a poco sminuito il numero dei loro membri effettivi, ed impiegano un certo numero di operai non associati, che esse rimunerano col salario abituale. In fine la più parte di queste piccole società felici finiscono con diventare, come nell'industria del cotone in Inghilterra, semplici società anonime, vale a dire, associazioni di capitali, che quasi più non impiegano, che operai salariati, non socii ». Ma certo, ove possano con isperanze di buon esito istituirsi, sono da commendarsi e promuoversi» (21). Mentre il Curci fondava la sua riforma sociale sulle cooperative, la Civiltà Cattolica poneva al centro di tutto la corporazìone (22). In quest'ultima direzione si muove anche l'enciclica di Leone XIII Rerum novarum. Fermo il prinLipio della proprietà privata e la preferenza per i piccoli produttori indipendenti, siano artigiani o proprietari coltivatori di terre, l'enciclica loda le società di mutuo soccorso, le molteplici assicurazioni private destinate a provvedere all'operaio, alla vedova, ai figli orfani nei casi d'improvvisi infortuni, d'infermità, o di altro umano accidente; i patronati per i fanciulli d'ambo i sessi, per la gioventù, e per gli adulti. « Tengono però il primo luogo - prosegue l'enciclica - e quasi tutte le altre contengono le corporazioni (21) Le associazioni operaie, in « Civiltà Cattolica», anno quarantesimo, serie XIV, voi. IV, Roma 1889, p. 520 s. (22) La base della corporazione dovrebbe essere religiosa e non strettamente economica. Critica le corporazioni austriache, « costrette come sono ad ammettere nel proprio seno ... cattolici e protestanti ed ebrei ed anche atei :i>.

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