LUIGI DAL PANE pratica, non dubita di affermare (C. Il, p. 132), che, salvo quella (e non pare insormontabile) di trovare gerenti abili ed onesti, la soluzione sare~be perfetta, siccome quella, che, riunendo nelle stes{e persone il lavoro ed il Capitale, farebbe sparire perfino la possibilità della lotta. Ma le più ampie e più calde simpatie per quella idea si ebbero in Alemagna, dove il Lassalle vi spese, finchè visse, tutte le maravigliose sue doti di limpidissimo e stringente discorso, di splendida fantasia e di eloquio facile ed attraente. Egli potè indurvi lo stesso Bismarck, il quale in pubblico Parlamento ebbe a dire di non aver .qiai trovato uomo, che più lo incantasse colla sua parola; e dall'esserne restato preso di indizii più efficaci delle sole fronde. All'intento di costituire siffatte sociei:à, fu ordinato una specie di Comitato, presieduto dal Vie. Gen. di Munster, il Rev. Gronheìd, dal Prof. Schulz di Paderbon e dal Barone di Schorlemer-Alst, uno dei Capi più autorevoli del Centro, cioè del partito cattolico nel Parlamento Alemanno, com'è riferito àal Laveley nel Capo IV, con molte altre notizie analoghe a queste. Ma più singolare fu il zelo, onde il pio e dotto Vescovo di Magonza caldeggiò quest'idea, noverandola nel suo libro per quinto ed ultimo dei mezzi offerti com'ei dice dalla Provvidenza agli operai cristiani, nelle terribili difficoltà, onde al presente sono travagliati (VH, p. 138). Quivi scrive così: Noi non sappiamo se avverrà mai, che a tutti gli operai, od almeno ad una grande loro parte, verranno offerti i benefizii di questa Associazione; ma in essa si contiene una nobile idea, la qua{e merita in supremo grado (im allerhochsten Grade verdient) la nostra adesione ed il nostro appoggio. _Sipuò poi leggermente intendere quanta e quale sequela dovesse trovare una così autorevole parola tra tutti gli adcfetti al ministero sacro. Se l'Europa odierna si dovrà mai ordinare, secondo i princip.ii cristiani, per ogni sua parte in piena armonia colle sue condizioni sociali e civili (ho fiducia che una volta si dovrà, e nel Capo seguente ne dirò le ragioni), io non veggo quale, per le classi operaie, ne possa essere la maniera più soave e più degna della offerta loro dalla società anzidetta» (16). Secondo il Curci le cooperative permettono agli operai di godere i vantaggi proprii dei capi delle piccole industrie (indipendenza e sicu- ( 16) C. M. CuRcI, Di un socralismo cristiano cit., p. 260 ss.
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