COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 657 Le moderne società operaie, (< tutte lodevoli » ( 14), nei loro intenti, sono però ancora lontane dal raggi ungere l'efficacia necessaria, perchè non ancora ispirate « da quel sentimento cristiano, dal quale solo si può universalmente attingere una benevolenza per gli altri, ed un'abnegazione di sè, che inducano a posporre i proprii interessi particolari al comune nei casi, in cui alcuno di quelli venga in collisione con questo». Il problema che oggi si presenta è dunque questo: di vedere come le moderne società operaie, possano, con mezzi e criteri moderni assolvere ai due compiti fondamentali, di cui abbiamo testè parlato. Intanto è molto difficile ottenere dallo Stato una tutela adeguata del lavoro, finché gli operai stessi, istruendosi ed educandosi, non si siano a poco a poco abilitati a prendere una parte diretta ed efficace nell'esame e nella votazione delle leggi (15.). L'indagine sulla struttura della società attuale messa a confronto con l'ideale del Vangelo, porta il Curci a indicare delle pratiche soluzioni nella partecipazione agli utili, nelle società cooperative, nella mezzadria. Ma la prima, pur attuando una qualche giustizia, non è atta a risolvere la questione operaia. Diverso è il caso delle cooperative di produzione. « L'efficacia di un tale sistema, a rimuovere dal mondo il dissidio, che lo travaglia, lo agita e minaccia di mandarlo sossopra, può riassumersi in queste due parole: il Lavoro ed il Capitale sono necessari alla società; e finchè furono uniti non si ebbe alcun incomodo da questo lato. Fattine due classi separate: capitalisti ed operai, era impossibile, che non iscoppiasse la lotta; la quale con parità di diritti da ambe le parti, ma con enorme disparità di forze, dovea riuscire ed è dì fatto riuscita alla oppressione della debole soverchiata dalla forte. Si riuniscano dunque un'altra volta neHa stessa mano quei due fattori della produzione, e la lotta non solo cesserà, ma non sarà neppure possibile più di quello, che alla persona sia possibiie il lottare con se medesima. Come già dissi, non ho trovato alcuno, che di questa idea rechi in dubbio la suprema gi~stizia e l'uguale utilità sociale e privata; tanto che lo stesso Laveley, che pure vi oppone qualche difficoltà nella 42 (14) C. M. CuRc1, Di un socialismo cristiano cit., p. 80. (15) C. M. CuRc1, Di un socialismo cristiano cit., p. 82.
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