Nullo Baldini nella storia della cooperazione

Lt:IGI DAL PANE e accettate solo quando siano dominate e dirette da elementi cattolici. Significativo· a questo proposito quanto si legge nella Civiltà Cattolica del 1868: « Nulla adunque manca ormai ai socialisti. Il suffragio universale dà loro la forza del numero ... le società cooperative danno loro la forza finanziaria del capitale» (3). Se le cooperative sono in mano di socialisti o di liberali, di massoni o di miscredenti, esse diventano perniciose e cattive. Vengono quindi combattute anche in teoria. La questione rimane per un certo tempo incerta. Da un lato abbiamo esperimenti di cooperazione intrapresi da cattolici ed abbiamo poi, importante, l'esempio straniero. Dall'altro il timore che suscitano le incognite delle novità. Si manifestano anche in ques!o caso le due anime sociali del movimento cattolico. Facendo il bilancio degli atteggiamenti del clero nei riguardi della questione sociale, Francesco Saverio Nitti osservava, nella sua opera sul socialismo cattolico del 1891 (4), che il clero si era mantenuto lontano dalle agitazioni socialiste e si era occupato poco o punto della questione socìale. Mentre in alcuni paesi cattolici e liberali potevano anche intendersi su certe linee generali, in Italia le posizioni si presentavano in modo essenzialmente diverso per le aspirazioni territoriali del papato e per la lotta fra Stato e Chiesa. « Se i principi politi.ciche il papato sostiene, e in difesa di cui lotta con straordinaria tenacia, potessero trionfare, la compagine della patria sarebbe distrutta per sempre. Quindi i cattolici italiani, anche riconoscendo nel pontefice il loro ·capo spirituale, sono poco o punto favorevoli alle aspirazioni territoriali ç alle proteste della chie6a. Vi è inoltre>ilrnacausa non meno grave, che allontana tuttavia il clero dal pren'dere una parte molto viva al movimento sociale del paese : ed è la grande vicinanza del papato. In tutti i paesi in cui i cattolici hanno dovuto difendere i loro principii e la loro fede contro l'espansione del protestantesimo, la lotta ha ingrandito le forze della chiesa e ha abituato il clero alla discussione pratica dei problemi sociali. Il prete tedesco, costretto ogni giorno a rendersi fedeli le masse cattoliche, per timore di vederle (3) Civiltà Càttolica, 1868, 2, p. 392. (4) FRANCESCO S. NnTI, IL socialismo cattolico, Roma-Torino-Napoli, L. Roux, J 891, pp. 327-356.

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