COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 651 rante ricerca invano il capitale; e quante volte con un piccolo capitale potrebbe migliorare la sua condizione! Ma per una logica necessità delle cose, il capitale che rappresenta il prodotto accumulato del lavoro trova credito nella società, mentre difficilmente l'ottiene il lavoro, che rappresenta soltanto l'embrione del capitale futuro. E pure il popolo abbisogna del credito; e sino ad oggi i soli suoi banchieri furono l'usura e il monte di pietà!...» (1). Teniamo presente il passo del Luzzatti, perchè rappresenta una posizione intermedia fra gli estremi opposti, una linea di compromesso nelle soluzioni, verso la quale confluiranno non poche correnti politiche dei tempi successivi. In una lettera del 17 febbraio 1898 Vilfredo Pareto scriveva al Pantaleoni : in Italia « non vedo che i socialisti e i clericali che abbiano coraggio e che cerchino di migliorare un ·poco il popolo» (2). Incominciamo dai secondi, perchè essi possono in qualche modo connettersi colle idee del Luzzatti. Noi abbiamo esaminato in altra sede la posizione della Civiltà Cattolica nei primi anni di sua vita e abbiamo accennato in questo studio al primo affacciarsi di un orientamento più moderato. Il ragionamento dei primi tempi suonava a un di presso così: lo sviluppo del liberalismo e della democrazia menerà fatalmente al comunismo. È dunque interesse della borghesia e dei ceti abbienti allearsi con la religione, con la chiesa, con il clero, con il potere temporale e abbandonare ogni velleità volteriana. D'altra parte si tentava di ricostituire le vecchie corporazioni, per mettere il popolo sotto la direzione degli assistenti ecclesiastici. Più tardi si comprende che il nuovo regime liberale non potrà essere facilmente scalzato e nello stesso tempo si avverte la crescente importanza del numero, delle masse nella democrazia moderna.- Ritorniamo alla prima fase. Benchè in linea di principio non ci si opponga aile cooperative, queste vengono riguardate con diffidenza (1) Cfr_ L. LuzzATTI, Memorie cit., voi. I, pp. 173-175. (2) V. PARETO, Lettere a Maffeo Panta/eoni. 1890-1923_A cura di Gabriele De Rosa, Roma, Banca Nazionale del Lavoro, 1960, voi. II, p. 174.
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