Nullo Baldini nella storia della cooperazione

LUIGI DAL PANE e morali degli operai passano esercitare una benefica influenza, ma molto meno intensa e decisiva: poichè è naturalmente instabile la base di equilibrio su cui la impresa cooperativa di produzione si fonda, né si può rinvenire un mezzo efficace per assicurarne la stabilità. Ai limìti generali di applicabilità della impresa degli operai nella produzione industriale, bisogna aggiungere « limiti », più ristretti, « dì applicabilità della forma cooperativa » di tale impresa; da cui si deduce necessariamente la « limitazione della efficacia sociale e morale » della società di produzione; la quale, così come si è manifestata nel fatto, e come, dall'indirizzo che ha assunto, pare tenda anche ad esplicarsi per l'avvenire, si presenta più tosto e più facilmente come valido mezzo di miglioramento economico e di emancipazione di gruppi limitati di lavoratori, che non della intera classe degli operai delle industrie ». Sarà opportuno, prima di terminare la parte del nostro studio riguardante il Rabbeno, riportare un passo, nel quale è chiarito il suo giudizio sopra gli interventi statali a favore delle cooperative. L'argom·ento è di notevole rilievo, perchè su di esso si sono intrecciate polemiche e critiche da parte degli economisti e dei palitici. I punti essenziali fissati dal nostro autore sono i seguenti: « a) prestiti o concessioni di lavori accordati in genere, senza misura e prudenza, alle associazioni, sono eminentemente pericolosi, eccitano la costituzione di associazioni senza base seria, diminuiscono la attività, gli sforzi, l'energia, eccitano la imprevidenza, fanno, in una parola, pericolare le associazioni che non siano ben costituite e vitali e talora anche quelle che lo siano; ·b) prestiti e concèssioni di lavori possono essere molto utili,. in,..determinate circostanze, ad associazioni che siano già bene organizzate serie e vitali; ma sono appunto quelle che ne hanno meno bisogno, e che possono cavarsi d'impaccio da se medesime, solo che si levino loro dinanzi gli ostacoli che ne intralciano i movimenti, e senza conrnder veri favori; e) sono giustificati ed utili adunque quei provvedimenti che mirino a mettere le associazioni in condizioni « effet_tivamenteeguali» di concorrenza cogli altri imprenditori, od anche, purchè con prudenza, le preferiscano addirittura, evitando loro una lotta quasi sempre disonesta; d) se favori speciali in genere sono pericolosi, essi sono tanto più pericolosi quanto più le associazioni si trovino in condizioni precarie; tanto meno pericolosi e tanto più

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