Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 643 l'antagonismo non si potrà eliminare completamente, se non toccandolo nelle sue basi, se non tagliandone la radice, modificando cioè l'organismo dell'impresa in modo che più non siano separate le dee funzioni <li imprenditore e di lavoratore. Ebbene la società cooperativa di produzione si propone appun~o questo « scopo », ed ha il pregio incontestabile di toccare la questione alla radice. Essa si propone di eliminare l'antagonismo che attualmente esiste nella produzione, modificando la forma dell'impresa in modo da non avere più tale divisione di imprenditori e di salariati, in modo da togliere al lavoro quella disgraziata qualifica di «merce», che ora gli compete, e restituirgli la sua indipendenza economica, garantendogli in pari tempo una giusta retribuzione, e ripristinando nella produzione l'equilibrio, che fra i suoi elementi è venuto a mancare ». La pura considerazione teorica rischia, secondo il Rabbeno, di allontanarci troppo dalla realtà e di disconoscere, per motivi di classificazione, alcuni momenti essenziali della realtà complessa. La nozione teorica della società di produzione e quella più pratica che si basa sui vantaggi e sullo scopo attribuiti a questo istituto non coincidono. Mentre la prima implica una forma sola ed unica, che non corrisponde che a ben poche delle associazioni esistenti, alla seconda invece rispondono vari tipi. « Di più siccome lo scopo ed i vantaggi non hanno nulla di assoluto e sono raggiungibili anche solo parzialmente si viene alla necessità di dover stabilire, fra le diverse forme delle associazioni dette di produzione, una specie di gradazione, che parte da quelle in cui lo scopo è raggiunto nel modo più largo e completo, ed arriva sino a quel punto in cui esso quasi completamente si diiegua ». « La maggior par.te delle critiche che furon rivolte contro le società di produzione, le toccano non come imprese cooperative, ma semplicemente come società di operai; né ciò può far meraviglia, riflettendo alla difficoìtà che si è avuta per formulare un concetto abbastanza preciso di queste associazioni ». Citiamo l'inettitudine degli operai ad esercitare l'impresa, la inopportunità per parte di essi di arrischiarvi i loro pochi risparmi, la mancata divisione di lavoro fra gli elementi della produzione, l'insufficienza di doti morali ed intellettuali, e specialmente la difficoltà d1 trovare buoni direttori fra gli operai, la formazione del capitale e della clien-

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==