Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SCIENZA ECONmUCA ITALIANA 641 La concorrenza è in effetto molto diversa da quello che si concepisce astrattamente: la concorrenza libera e completa esiste solo in teoria: in pratica i fatti stessi, l'ambiente, tutto forma da ogni parte ostacoli di ogni genere, che ne alterano il funzionamento; cosicchè, se non sembrasse un paradosso, diremmo quasi che nell'ordinamento « teoricamente )> più libero si ha sempre « di fatto » il monopolio! Né vale confidare nella libertà, ed estendersì da alcuna ingerenza nei fenomeni economici, credendc che, abbandonati essi fenomeni a se medesimi, la libertà completa si attui: chè anzi allora più forti sono gli ostacoli di fatto che essa incontra, più facili sono i monopoli1. Nel regime di libertà, la libertà divfnta negli scambi una eccezione, ed il monopolio (si noti che qui per monopolio intendiamo soltanto il fatto che la libertà non funzioni perfettamente) la regola. Ma nello scambio della «merce-lavoro))' la condizione delle cose è anche peggiore: ed in questo caso si potrebbe proprio dire senza esagerazione, che la completa concorrenza non vi funziona mai. Dice ben a ragione il Brentano, e con lui molti altri economisti, che la scuola di Smirh partì dal concetto assolutamente erroneo che il lavoro fosse una merce come qualunque altra, ed il lavoratore un venditore che si trovasse nelle condizioni di qualsiasi altro venditore. Invece la cosa è assai diversa: mentre le altre merci sono una cosa affatto distinta dal venditore, la « mercelavoro >>è incorporata nella persona del suo venditore, il lavoratore; mentre negli altri contratti il venditore può adattare la produzione e l'offerta alla domanda, e così influire sul prezzo, non lo può il lavoratore, che non può diminuire se medesimo; cosicchè è solo il compratore che determina il prezzo e le condizioni della vendita. E, aggiunge il Walker, la merce-lavoro si comporta nello scamibio ben diversamente dalle altre merci, in quanto non è, come questa, facilmente trasportabile da luogo a luogo, essendo il lavoratore attaccato ai suoi luoghi e repugnante a muoversi. Né osserviamo ancora, può il lavoratore, come il venditore di ogni altra merce, discutere a lungo sul prezzo, attendere che le condizioni del mercato cangino, ecc., avendo in generale la massima urgenza di cedere la sua «merce-lavoro>>. E finalmente poi diremo col Brentano, che, nel caso del lavoro, la inscindibìlità di questa merce dalla persona del venditore-lavora41

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