COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 639 tuto dalle varie forme che assume nella pratica; le quali possono anche divergere da quello, senza perder nulla o quasi nulla del valore, dello spirito di lui; ed è proprio il caso delle società inglesi, nelle quali l'elemento cooperativo non è nei suoi effetti per nulla paralizzato e tocco dall'elemento di speculazione che vi è infiltrato. Altrettanto può essere (si noti che non diciamo che sia sempre) delle società di produzione; chè una società di lavoratori esercitanti essi soli l'impresa in cui sono occupati, ed escludenti più o meno da quella il capitale, può adempiere perfettamente a quello scopo, a quella funzione che, come vedremo a suo luogo, si assegna a tali forme di associazione; ma non si può dire che essa sia una vera cooperativa. Lo ripetiamo: l'essenza della cooperazione sta nel fatto che coloro che hanno bisogno di una data funzione la esercitino collettivamente per proprio conto e per loro solamente. Ora la funzione della intrapresa serve tanto all'elemento «capitale», quanto_ all'elemento «lavoro», tanto a coloro che posseggono il capitale, quanto a coloro che posseggono il lavoro; e non può essere impresa cooperativa quella che sia esercitata dall'uno di questi elementi (sia il capitale o sia il lavoro), estraneamente all'altro: ma « impresa cooperativa ,di produzione », in stretto senso scientifico, « è quella esercitata collettivamente, a scopo di produzione, dai due elementi, capitale e lavoro)). Riprendendo il pensiero già enunciato, il Rabbeno contrappone alla impresa capitalistica quella cooperativa. E argomenta così: « Non abbiamo bisogno di ricorrere alle teorie socialiste del Marx e del Rodbertus, tendenti a dimostrare che nell' ordinamento attuale il capitalismo spoglia il lavoro -di tutta quella parte del valore da lui prodotto che non è strettamente necessaria al suo mantenimento, per chiarire come un forte antagonismo ci sia, e come in questa lotta, in generale, il lavoro abbia la peggio. La quintessenza della questione sociale, dice lo Scheel, sta in questo, che i lavoratori, sebbene cooperino al processo produttivo, nella presente produzione sono compensati, pel valore di scambio della loro prestazione di lavoro, con un trattamento fisso, il quale, siccome fa parte del costo di produzione dell'imprenditore, deve rappresentare per questi la più piccola frazione possibile di spesa; che, a parità di tutte le altre condizioni, quanto più piccola è tale fra-
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