COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 635 « forma speciale di esercizio dell'impresa industriale »; forma che si contrappone alla « impresa speculativa >>od a « scopo di scambio», che invece trova riscontro nella « impresa domestica», colla quale ha intrinseca analogia, e da cui si distacca non per differenze essenziali, ma soltanto per differenze estrinseche e storiche. La « società cooperativa» è una « associazione di consumatori>> dice il Gobbi; è « l'organizzazione spontanea di una pluralità di economie particolari dominate da un comune bisogno, per esercitare collettivamente ed in modo autonomo la funzione industriale, che produce le specifiche prestazioni economiche atte a soddisfarlo > 1 , dice il \Vollemborg; ed in questa nozione il concetto della cooperazione è benissimo esplicato: vi manca però un 'idea, ed è che « la funzione esercitata collettivamente serva a soddisfare soltanto i bisogni di coloro che la esercitano>>. Tutte le forme della cooperazione si possono raccogliere sotto questo concetto. Infatti la « società di consumo>> è cooperativa in quanto i consumatori si riuniscono per esercitare, e per essi soltanto, il servizio della distribuzione; la « società di credito >>è cooperativa in quanto i bisogni di credito si riuniscono per fare a sè medesimi, ed a sè solamente, il servigio della prestazione di credito; la « società di costruzione >>è cooperativa in quanto i bisognosi di case si uniscono per provvedere a sè medesimi le case che loro occorrono; la « società di produzione >>è cooperativa in quanto coloro che hanno bisogno di assumere la « produzione >>(cioè han bisogno dell'impresa) si uniscono per assumerla in comune». Il Rabbeno considera la cooperazione come forma di organizzazione economica, che implica un principio socialistico, in quanto risponde ad una economia collettiva, « in cui tutte le funzioni sarebbero esercitate collettivamente, e non si avrebbero scisse le persone e gli interessi dei produttori e dei consumatori, ma tutta l'economia sarebbe organizzata in vista dei bisogni combinati <li tutti >>. tore, fu allievo dell'Università di Padova. Si dedicò molto presto alla diffusione delle Casse rurali, fondò e diresse il periodico La, cooperazione rurale (Padova-Roma, 1885-1904). Le sue opere più significative sono raccolte in Scritti e discorsi di economia e finanza, in Biblioteca di scienze sociali, nuova ~erie, Il. Torino, 1935. Per il nostro argomento specialmente significativo il saggio: La teorica della cooperazione, in Giornale degli Economisti, 1-887.
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