LUIGI DAL PANE e le si toglie la caratteristica dello « scopo di scambio », propna non dell'impresa, ma di una « forma di impresa». L'impresa in generale è definita ,dal Gobbi « l'ente che dispone degli elementi necessari per la produzione e li impiega a suo rischio», e dal Kleìnwachter « la unione per conto e pericolo (rischio) proprio, di forze produttive a scopo di produzione»; definizioni che si equivalgono. Il Kleinwachter poi distingue questa, che egli chiama « impresa in lato senso», dalla impresa « in senso stretto», che è « la riunione, per conto e rischio proprio, di forze produttive diverse, a scopo di produzione e di smercio di valori di cambio», cioè a dire la forma di imprese attualmente prevalente nella economia privata. Dando all' « impresa » questo significato generale di « assunzione della produzione » (o di riunione delle forze produttive per la produzione) « per proprio conto», è evidente, che non solo l'impresa detta dal Kleinwachter « impresa in senso stretto », diventa una semplice « varietà >>o « forma >>della impresa in genere, ma che altri sistemi economici, che, colla nozione ristretta di impresa, ne erano esclusi, ne diventano essi pure « varietà o forme >>: cosicchè, a lato della impresa privata a scopo ,di scambio (o speculativa), noi abbiamo, come esplica benissimo il Gobbi, una « impresa pubblica», una « impresa caritativa», una « impresa cooperativa», ed anche (ciò che non è ammesso dal Gobbi) una « impresa domestica»; chè noi, part-endo da questo concetto generale dell'impresa, non sappiamo ravvisare _nella .« produzione domestica >>alcun carattere che la distingua ~-55'1!1llzialmendtaelle forme dell'impresa. Anzi ci sembra che quest'ultima forma si contrapponga perfettamente alla « impresa speculativa», che ha caratteri opposti; chè, come dice il Kleinwachter, è in lei « insito il concetto che essa produca pel fabbisogno altrui», lucrando la differenza fra il costo di produzione ed il prezzo di vendita; mentre la « impresa domestica>>produce pel « fabbisogno proprio», e non realizza alcun lucro>>. Ciò premesso, il Rabbeno passa a definire il concetto fondamentale della cooperazione. Rifacendosi allo Schaffle, al Gobbi e al Wollemborg (8), egli specifica che « la società cooperativa è una (8) LEONE \VoLLEMBORG (1859-1932), economista, uomo politico e sena-
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