COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 633 Sul piano teorico, il Rabbeno tentava, nell'ultimo volume, di costruire sulla base dei fatti una teoria della cooperazione (6). La cooperazione rappresenta, per il Rabbeno, un fatto naturale e spontaneo. In genere i cooperatori si sono formati un concetto storico ed inesatto dell'istituto. « Essi hanno ravvisato in molti istituti diversi, di origine recente, lo scopo di provvedere al miglioramento economico-morale delle classi meno abbienti, per opera della iniziativa associata dei membri di quelle classi medesime; e qui si sono fermati». Nemmeno la scienza (per quella italiana il Rabbeno cita il Cossa, il Lo Savio (7) ed il Gobbi) ha dato della cooperazione un concetto preciso. Nel tentativo di costruire una teoria della cooperazione, il Rabbeno parte dal concetto di impresa. Per lui è erroneo contrapporre capitale e lavoro. Occorre invece mettere di fronte il lavoro e l'impresa capitalista. Per una corrente di economisti l'impresa s1 raffigura come assunzione della produzione per conto proprio ed a scopo di scambio. « A questo concetto si oppone un altro indirizzo, che va nettamente delineandosi, e nel quale noi possiamo riunire, sebbene si pongan da punti di vista alquanto diversi, i nomi del Kleinwachter, dello SchafBe, del Walker, del Mataja, del Gobbi, del Mithoff. Questo nuovo indirizzo ci sembra essere, in ultima analisi, un frutto del metodo storico ed evolutivo, secondo il quale l'ordinamento economico non ha caratteri fissi, immutabili, ma cambia nelle sue forme, le quali, se hanno degli elementi permanenti, ne hanno pure di eminentemente variabili. Secondo questo indirizzo l'impresa, quale è concepita nella nozione data precedentemente, non è che una « forma speciale », una « forma storica >> di un fatto più generale; è la forma attualmente prevalente nell'economia privata, e frutto della divisione del lavoro. Alla « teorica dell'impresa» si aggiunge in Schaffle la « teoria delle forme d'impresa», nelle quali, come vedemmo, egli contrappone la forma «cooperativa» alla forma « a signoria». Il concetto dell'impresa viene così allargato: le si dà un valore molto più generale, (6) U. RABBENo, Le società cooperative di produzione cit., p. VI. (7) Importante, dal punto di vista della politica economica, il pensiero di N. Lo Savio sulla cooperazione: si veda specialmente il saggio Del salariato e delle istituzioni che lo debbono modificare, Milano, Brigala, 1874.
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