COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 631 subito i migliori risultati, e la eliminazione dell'intermediario imprenditore si sia subito risolta in un considerevole aumento della retribuzione dei lavoratori; né ciò reca meraviglia alcuna, chè anzì ci sarebbe assai da meravigliarsi se non fosse avvenuto appunto così. Tutti conoscono la società dei braccianti di Ravenna, che, sorta nel 1883, ebbe così buona fortuna, ed assunse importantissimi lavori di bonifica nell'agro romano (3); e ben pochi sono di certo quelli che non abbiano letto sui giornali del generoso prestito che a quella società fece S.M. il Re; della visita che egli fece ai lavori di bonifica a Fiumicino; e della gentile accoglienza che egli ebbe da quei « feroci » socialisti, che la forte Romagna plasma col macigno delle sue rupi. A me rincresce assai di non potere aggiungere, alle notizie poco precise e già invecchiate dei giornali, maggiori particolari sulla società di Ravenna, e sulle molte società di questo genere che nel 1884 erano state istituite nelle Romagne, e di cui ignoro completamente la sorte. Non mi valse rivolgermi replicatamente, per informazioni, ai capi di questo movimento, chè non ottenni mai risposta. E me ne dolgo, poichè la conoscenza dei risultati ottenuti da queste associazioni in un paio d'anni e più, da che cominciarono a istituirsi, potrebbe dare un sufficiente indizio dell'avvenire che le attende. Abbiamo infatti veduto come, teoricamente, si possa prevedere per esse un felice successo. Ma quante volte l'esperienza non smentisce in parte od in tutto le previsioni teoriche! Non bisogna dissimularsi, che, se la base economica di queste associazioni è facile a porsi, d'altra parte i loro soci si reclutano fra gli elementi più rozzi delle popolazioni artigiane ed agricole, e si potrebbero quindi incontrare difficoltà morali ed intellettuali ben gravi. Bisogna ricordare ancora, che tali società sono sorte fra popolazioni intelligenti e d'animo forte e generoso, ma purtroppo dominate dalla passione di parte: onde il pericolo che in esse si insinui un elemento il quale su tutte (3) Si veda l'importante articolo di L. ALBERTINI, La colonia agricola di Ostia, pubblicato in « Credito e Cooperazione>> del 15 gennaio 1896, p. 9, dove si parla di questa come di « uno dei più audaci e nello stesso tempo dei più desiderati esperimenti della cooperazione ».
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