COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 629 induttivo si era preoccupato soprattutto della descrizione dei fatti ed aveva delineato lo sviluppo del movimento cooperativo in diversi paesi. Nel volume sulla cooperazione in Italia, dopo avere de.finito i caraneri dell'istituto, si era diffuso a parlare della cooperazione di credito, delle latterie sociali, della cooperazione di consumo, della cooperazione di produzione, delle società di costruzione. Nel quadro generale lasciato dal RailYbenol'Emilia figura con le latterie sociali, con le società cooperative di consumo, con le cooperative di produzione. Fra queste ultime, del resto ancor poco numerose in Ital~, incominciavano ad offiorare le società di braccianti. Si trattava - osservava il Rabbeno - di una forma nuova, sorta da poco specialmente in Romagna. Così ne parlava il nostro autore: « Numerosa è nelle campagne e nei piccoli paesi di parecchie regioni d'Italia la classe dei braccianti: sono giornalieri, che, salariati, eseguiscono sia lavori agricoli, sia altri lavori di vanga o piccone, quali spostamento di terra per costruire strade, ferrovie, ecc., ecc.; e ciò talvolta per conto di proprietari, o più generalmente di imprenditori che li hanno in appalto dai comuni, provincie, ecc., e molto spesso anche in sub-appal~o di seconda o di terza mano. È questa la peggior genia degli imprenditori, e che maggior danno arreca; poichè, dopo avere spesso accettati appalti con ribassi eccessivi, in causa della concorrenza talora fortissima, costoro si rifanno, e ad usura, in tutti i modi: e specialmente cercando di economizzare il più possibile nei materiali da usarsi e nel modo di lavorazione anche a grave scapito della riuscita e più di tutto della durata del lavoro, e poi pagando il meno possibile i lavoratori, i quali specialmente nella stagione invernale, stretti dal bisogno e non sapendo ove rivolgersi, debbono adattarsi ad accettare salarii minimi, spesso derisorii addirittura. Ora se per questo sistema tanto la società in genere, quanto i lavoratori sono gravemente danneggia~i, d'altra parte poi non è tanto difficile porvi riparo mediante la cooperazione. Si tratta di lavori molto semplici e che non esigono, per la maggior parte, se non un capitale poco considerevole; i pochi strumenti necessari (zappe, badili, picconi, vanghe, carriole, ecc.) sono già in buona parte posseduti dagli stessi operai; il capitale in denaro poi è dall'imprenditore impiegato, nella sua parte maggiore, a pagare i lavoratori ed a fornire una garanzia a chi concesse i lavori. Ora una società che Si formi
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