IV. UGO RABBENO Fra il 1880 e il 1890 si ebbero i primi bilanci complessivi delle esperienze che si erano fatte in Italia nel campo teorico e pratico della cooperazione. Il contributo più completo è quello dovuto ad Ugo Rabbeno (1863-1897), « il più colto e il più profondo come scrive il Pantaleoni, degli scrittori moderni che si sono occupati di cooperazione» (1). Nativo di Reggio Emilia (non sembra inutile sottolineare il luogo di nascita), egli era stato indirizzato agli studi economici in genere e a quelli sulla cooperazione in particolare da Luigi Cossa. · Il Cossa, come abbiamo visto, mostrò col suo insegnamento quanto ci fosse ancora da fare, indicando la via da percorrere. Il suo sguardo era diretto verso i fatti: o si trattasse di indagare nel passato le forme degli istituti economici e la storia delle idee, o si volgesse l'animo a scrutare nel presente i germogli di nuovi tip_;.di organizzazione sociale o si tentasse di cogliere il sorgere e il maturare di biwgni, di aspi~azipni e di idee ignote al mondo di ieri. Moltissimi giovani si educarono alla scuo_ladel Cossa e tra~sero da lui esempio, incitamento e indirizzi _&,ègrlì studi economici e storico-economici (2). L'orientamento. era essenzialmente induttivo e si partiva sempre dall'osservazione e dall'esperienza. Così fu anche per Ugo Rabbeno, il quale espose i risultati delle sue indagini sulla cooperazione in tre opere dal titolo: La cooperazione in Inghilterra (Milano, 1885), La cooperazione in Italia (Milano, 1886), Le società cooperative di produzione (Milano, 1889). Nei primi due Hbri il Rabbeno, seguendo il metodo (I) Cfr. il saggio del Pantaleoni citato più avanti. (2) L. DAL PANE, Prefazione alla nuova edizione di L. CossA, Saggi bibliografici di economia politica, Bologna, Forni, 1963. ':
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