LUIGI DAL PANE che il problema è difficile, ma certa la soluzione e che la libertà e la fede nel progresso devono essere il punto di partenza e il punto di arrivo del pensatore». La prima parte del libro era dedicata al cr.:'.ditoin generale e alla sua influenza; la seconda al modo di diffonderlo fra le classi che più ne abbisognano, a indicare gli organi adatti per raggiungere tale fine e a descrivere gli esperimenti della Scozia, del Belgio, della Germania onde trarre argomento di pratiche applicazioni anche in Italia. Il credito, per il Luzzatti, doveva edificare un nuovo mondo, stringendo un'associazione tra la ricchezza prodotta e quella in via di formazione. Le condizioni che, a suo parere, dovevano accompagnare il sorgere e il fiorire di queste forme di assistenza erano: la libertà delle banche, l'assenza di ogni tutela dello Stato, l'istruzione diffusa nelle moltitudini, lo spirito industriale che abitua alla pratica degli affari, i principi della legge morale passati nei costumi e assimilati all'organismo dei popoli. Il Luzzatti riconosceva alle associazioni da lui raccomandate, nçm solo il carattere economico, ma anche un carattere morale. Per lui educare e istruire il popolo era il grande problema del secolo. In questa istruzione era compresa quella relativa alle leggi economiche. Il suo concetto di legge si rivela vago e indefinito. Ha soprattutto un carattere morale. Più tardi il Luzzatti scriverà di non ripudiare nulla di quel suo libro (se si eccettuano alcune proposizioni relative alla teoria economica della circolazione, allora deficiente): « L'affetto pel popolo che lavora, il d~vere di occuparsene, la. grande legge di solidarietà della ricchezza colla miseria, della coltura colla ignoranza, l'esempio dell'Inghiltérra e del Belgio, i soli paesi che si erano salvati dalle rivoluzioni del '48 mediante riforme sane e coraggiose, l'efficacia del credito per aiutare i miseri, per tutelare le piccole imprese, punto essenziale dell'odierno ordinamento, l'appello alle classi dirigenti, che non dovevano star paghe delle sole libertà politiche» (12). Angelo Messedaglia approvò la sostanza del libro e incoraggiò l'autore a proseguire nei suoi studi, curando anche qualche traduzione ( 12) L. LuzzATTI, Memorie r.it., p. 119 ss.
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