Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 621 di beneficenza; è commendevolissimo in esse l'ufficio del socio onorano. 26. Opportunissima anche per altri paesi è la recente istituzione inglese delle casse di risparmio per mezzo degli uffici postali. 27. Facendo studi sull'esperimento di conciliazione troviamo altamente civile la disposizione statutaria di alcune società di mutuo soccorso inglesi, belghe e francesi, per la quale i soci deggiono tentare il componimento delle loro differenze innanzi al comitato dirigente, prima di portarle ai tribunali » (4). Il Luzzatti si pose subito in una posizìone intermedia fra conservatori e socialisti. Il suo ideale di quel tempo era il mutuo soccorso, che reputava splendida applicazione del principio associativo. Il mutuo soccorso rappresentava un felice connubio della libertà e della previdenza. Sottraeva gli operai alla mortificazione della benificenza e dava loro una legittima sicurezza in caso d'invalidità, malattia e vecchiaia. Il Luzzatti si inseriva così nel movimento del mutuo soccorso, che fu in un primo tempo patrocinato appunto dai liberali progressisti (5). Nei congressi delle società di mutuo soccorso spuntano fino dai primi anni proposte ed idee dirette a fondare delle istituzioni cooperative. Il Luzzatti si era interessato alla prima cooperativa di consumo sorta in Italia (6), aveva studiato a fondo il problema del1' assistenza in caso di invalidità, malattia, vecchiaia, ma questo per lui non era tutto. Si volse quindi ad esaminare un'altra esigenza degli operai: il bisogno dei piccoli prestiti. Il prestito, per ILii,non doveva farsi al consumo, ma doveva essere produttivo. Di qui la sua azione per promuovere le associazioni cooperative di credito. Il puntr. di partenza per lui era stato quello dell'usura. Come sottrarre a questa le classi povere? Dalle letture dei testi religiosi in materia era passa.to alla valutazione economica del problema e si era detto che la soluzione andava cercata nelle istituzioni che concedevano il credito ai ceti popoiari. « Continuo i miei studi sul credito popolare -- scriveva al Tolomei il 28 aprile 1863- questi temi nuovi (4) L LuzZArn, Memorie cit., p. 98 ss. (5) GASTONE MANACORDA, Il movimento operaio italiano attraverso i suoi cong;·essi ( 1853-1892), Roma, Edizioni Rinascita, 1953. (6) G. MANACORDA, Il movimento operaio cit., p. 31.

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