III. LUIGI LUZZA TTI Proprio nel tempo in cui il Nazzani scriveva, si formavano le prime esperienze ideologiche di uno dei maggiori apostoli e teorici della cooperazione e della legislazione sociale in Italia: Luigi Luzzatti. Il Luzzatti (1841-1927) fu allievo di Angelo Messadaglia (18201901) a Padova. Già prima della laurea tenne a Venezia (1862) delle lezioni di Economia politica, nelle quali prendeva corpo l'idea, che divenne in lui dominante, di una economia politica, largamente intesa, nella quale morale, religione, politica, sociologia ed economia si fondessero e confondessero insieme. In particolare egli trattò allora (il Veneto era ancora sotto la dominazione austriaca) di un tema assai caro agli studiosi che durante l'epoca risorgimentale aprirono l'animo alle idee di libertà: dei rapporti dell'economia colla libertà ciuile e politica. Gli pareva poi quasi nuovo un altro argomento, su cui fissò la propria attenzione, cioè l'influenza delle religioni sul sistema economico dei popoli. Libertà e progresso erano per lui una parola sola, la morale doveva sovrastare all'economia. « Infatti il mondo (morale) non sussiste sulla formula giuridica di non offendere gli altri, ma (perirebbe) se non si accettasse la teoria del Vangelo: ama anche coloro che ti odiano acciocchè tu sia simile al tuo Dio che fa splendere il sole sul capo <lei buoni e dei malvagi e piovere le sue rugiade su quello del giusto e del cattivo » ( 1). In tale prospettiva, più pratica che teorica, l'economia politica diventava oggetto di propaganda e spinta per l'attuazione di opere benefiche. Il principio di associazione, <li cui si era parlato molto in (r) L. LuzZATTI, Memorie cit., p. 89. Per la biografia cfr. U. GoBBI, Com,:iemorazione di Luigi Luzzatti, nel volume: U. GOBBI, La cooperazione dal/'economia capitalistica al!'economia corporativa, Milano, Giuffrè, 1932.
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