Nullo Baldini nella storia della cooperazione

COOPERAZIONE E SCIENZA ECONOMICA ITALIANA 61 I l'Economia politica, considerata come scienza rivoluzionaria (2). E di fatto, sotto un certo punto di vista, esso lo era. La scienza pura, che ha per solo oggetto la costruzione di modelli teorici, era allora confusa con l'arte, la teoria non si staccava nettamente dalla pratica. E questa era in lotta col vecchio mondo, con le forme giuridiche e politiche che impedivano od ostacolavano lo sviluppo della libera impresa di speculazione e di profitto (3). Ad unità raggiunta la situazione mutò radicalmente. Risorsero le vecchie cattedre universitarie (Bologna, Pisa, Parma, Modena), se ne crearono di nuove nelle Università, come a Genova, Cagliari, Messina e Roma. L'insegnamento dell'economia politica si estese agli istituti industriali e professionali. Si tentò anche su larga scala la divulgazione popolare. E se ne intende facilmente il perchè. Vogliamo renderci conto del carattere di tale divulgazione e lo faremo con un esempio, che rispecchia contemporaneamente il pensiero della maggioranza degli economisti di allora, poichè lo trarremo da un autore, che ebbe larga fama e che è stato di recente citato anche nella più importante storia dell'analisi economica (4). Intendiamo dire di Emilio Nazzani. In un discorso tenuto nella solenne distribuzione dei premi agli alunni delle scuole secondarie e primarie di Forlì il 5 febbraio 1863, il Nazzani fece prova di dimostrare l'importanza dell'economia e la necessità di diffonderne la cognizione (5). Il Nazzani imposta l'economia politica sulla natura umana e le attribuisce il compito di ricercare le leggi, che stanno dentro le cose, leggi perciò certe, assolute, immutevoli. In quanto ricerca di leggi, la scienza è conoscenza. Ma poichè egli pensa a leggi in re, sfocia inoltre L. CossA, Saggi bibliografici di economia politica, Bologna, A. Forni, 1963. (2) L. DAL PANE, La scienza economica al banco degli accusati dopo la disfatta della rivoluzione del 1848, in « Nuova Rivista di Diritto Commerciale, Diritto dell'Economia, Diritto Sociale», voi. III, fase. 1-4, 1950. (3) L. DAL PANE, Storia del lavoro in Italia: dagli inizi del secolo XVIII al 1815, 2a ediz., Milano, A. Giuffrè, 1958. (4) J. A. ScHUMPETER, Storia dell'analisi economica, Torino, Einaudi, 1959-1960, voi. II, p. 620. (5) E. NAZZANI, Sull'importanza dell'economia politica e sulla necessità di diffonderne la cognizione, Forlì, L. Bordandini, 186~.

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